Fonte: Metropolis
di Marco Milano
Jago Museum a Capri capitale dell’arte contemporanea “per rendere l’isola non solo un luogo da visitare, ma anche da vivere culturalmente”. L’associazione Atex che riunisce le strutture extralberghiere con il presidente per la Campania Sergio Fedele, e per l’isola di Capri Graziano D’Esposito ha da subito accolto con favore il percorso dello “Jago Museum” a Villa Lysis. E sono anche altri, gli operatori che man mano guardano con interesse ad un’iniziativa che potrebbe fare da volano alla candidatura a “Capitale dell’Arte Contemporanea 2028”. Il comune isolano, infatti, ha annunciato già da diversi giorni l’avvio di un’azione di valorizzazione culturale nella dimora in stile liberty che fu del barone dandy Jacques Fersen, ai piedi del monte Tiberio e oggi di proprietà comunale. Il progetto come svelato nei giorni scorsi vede protagonista l’artista Jago, lo scultore italiano che reinterpreta la tradizione marmorea in chiave contemporanea definito dal The Guardian “il nuovo Michelangelo” e che ha “firmato” tra le altre opere il “Figlio Velato”, ispirata al “Cristo Velato” di Giuseppe Sanmartino. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco di Capri Paolo Falco, ha “espresso indirizzo favorevole alla realizzazione di un progetto espositivo presso Villa Lysis, destinato a trasformare la storica villa costruita ad inizio ‘900 dal conte francese Jacques d’Adelswärd-Fersen e uno dei luoghi più iconici dell’isola in uno spazio dedicato all’arte contemporanea”. L’iniziativa che nelle intenzioni dell’amministrazione comunale rientra in una più ampia strategia di promozione culturale e turistica si è posta come obiettivo, come detto, di rafforzare il posizionamento di Capri nell’ambito della presentazione della candidatura a “Capitale dell’Arte Contemporanea 2028”, come destinazione di riferimento anche nel panorama artistico internazionale. Strategia apprezzata dall’associazione degli imprenditori che operano nel settore extralberghiero che hanno sottolineato come la mostra a Villa Lysis dello scultore Jago non rappresenta “un evento isolato, ma un percorso che mira a trasformare uno spazio simbolico in un centro di produzione e fruizione artistica contemporanea. Questo contribuisce a dare profondità all’offerta culturale dell’isola. Capri rafforza il proprio posizionamento internazionale non solo come meta esclusiva, ma come destinazione culturale – hanno detto i presidenti Atex – Il turismo legato all’arte contemporanea è infatti tra i più qualificati e destagionalizzati”.

















