Fonte: Gazzetta di Modena
Un viaggio nelle tecnologie e nelle strutture complesse che organizzano le società sportive professionistiche, intitolato “Schemi, metodi, sistemi – L’ordine nello sport dalla tattica allo scouting”, è il titolo dell’appuntamento organizzato dal Panathlon Club Modena in occasione dell’edizione 2026 del Festival Filosofia, quest’anno dedicato al tema “Caos”. Nella chiesa di San Carlo, a prendere a parola è stata in apertura Maria Carafoli, presidente del Panathlon Club Modena, presente anche con il vicepresidente Gianfranco Giovanardi e i consiglieri Emma Nazzarena Gambetti Bisini e Gabriele Lusoli, per un saluto e un ringraziamento al pubblico, agli ospiti in platea, tra i quali Enrico Prandi, presidente del Panathlon Club Reggio Emilia e già presidente del Panathlon International, i dirigenti del Modena Calcio Mauro Malavasi e Filippo Barozzi, i circa cinquanta tra studenti e docenti dell’Istituto “Axel Munthe” di Anacapri, in visita a Modena per seguire il Festival Filosofia, ma soprattutto ai tre relatori, protagonisti dell’incontro condotto dal giornalista Alessandro Iori: Andrea Catellani, direttore generale del Modena Calcio, Angelo Gigante, presidente e amministratore delegato di Predict Life Care, società del settore healthcare e Andrea Sartoretti, direttore generale di Modena Volley. Tanti gli spunti, con inaspettati punti di contatto tra ambiti diversi, come sottolineato dal Gigante, che con Predict collabora anche con la facoltà di Scienze Motorie di Verona in un progetto in cui, grazie a dati su biomeccanica, metabolismo e alimentazione, si analizzano le dinamiche di recupero dagli infortuni, arrivando a creare una sorta di “gemello digitale” dell’atleta, utile per prevedere la reazione ai diversi percorsi di cura. La centralità del fattore umano, cioè chi decide in basi alla mole enorme di dati oggi a disposizione, è stata infatti ribadita sia da Catellani che da Sartoretti, portando ad esempio le rispettive società, dove le variabili misurabili non spiegano tutto, come il rendimento di atleti in un determinato contesto. E la distinzione tra i diversi tipi di dato, compresi quelli che forniscono un valore aggiunto solo se interpretati, ha condotto alla conclusioni, dove alla domanda “Possiamo governare il caos?”, i relatori hanno convenuto che a vincere, nello sport di domani, sarà sempre di più chi interpreterà al meglio ciò che la tecnologia offrirà per favorire i processi decisionali, sempre in capo al fattore umano, ma con la consapevolezza che, sia per i professionisti dello sport che per gli spettatori, “l’aspetto più affascinante dello sport rimarrà vedere le soluzioni trovate da un giocatore nelle difficoltà” e che “anche se la bellezza dell’essere umano va esplorata, non arriveremo mai a spiegare tutto”.



















