Fonte: Il Mattino – 19 settembre 2026
di Valerio Esca
LE CANDIDATURE
Due città campane su quattro nella volata finale per diventare Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2028. Capri e Pozzuoli entrano nella shortlist individuata dalla giuria del ministero della Cultura e si preparano ora all’ultimo passaggio della candidatura, insieme a Padova e alla proposta congiunta di Civita di Bagnoregio e Bolsena.
I PROGETTI
Per Pozzuoli il progetto si chiama “La città delle fragilità creative” e parte dalla condizione stessa della città flegrea, dalla sua storia millenaria e da un territorio segnato dalla continua convivenza con il bradisismo. La fragilità non viene letta soltanto come una condizione da gestire, ma come un punto di partenza per costruire nuovi processi culturali e sociali. L’obiettivo dichiarato è trasformare la vulnerabilità in una risorsa, affidando all’arte contemporanea un ruolo attivo nella rigenerazione urbana. Il progetto è stato ideato da Paolo Lubrano, con la direzione artistica di Francesco Cascino, il coinvolgimento del regista Luigi Pingitore e di un comitato scientifico presieduto da Pierpaolo Forte. Una prospettiva che assume un significato particolare proprio in una
fase delicata per i Campi Flegrei, alle prese con una nuova fase di attenzione legata al bradisismo e alla sicurezza del territorio.
L’ISOLA
Capri arriva invece alla finale con “Le sirene del nuovo”, un progetto che parte dal mito dell’isola per interrogarsi sulle trasformazioni del presente. Le sirene non sono soltanto quelle della tradizione e dell’immaginario caprese, ma diventano il simbolo delle forze che attraversano la contemporaneità: il desiderio, l’immagine, il consumo, il turismo e soprattutto l’intelligenza artificiale. Il dossier si interroga sul rapporto tra uomo e tecnologia e sulla possibilità che la macchina non sia soltanto uno strumento, ma possa entrare nei processi creativi. Il programma prevede dodici mesi di attività, sei campi tematici e il coinvolgimento di oltre 40 artisti provenienti da cinque continenti. Tra gli obiettivi anche la realizzazione di opere permanenti, destinate a rimanere sull’isola oltre il 2028. Il progetto è stato costruito con la Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura, Capitale Cultura Group e WePlan, con la direzione artistica di Marina Pizziolo e Romano Ravasio di Art Consulting. Per entrambe le città il prossimo appuntamento sarà l’audizione davanti alla giuria, fissata per l’8 ottobre. La proclamazione della Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2028 è prevista entro il 30 ottobre. Alla città vincitrice andrà un finanziamento di un milione di euro, destinato alla realizzazione degli interventi e delle attività previste nel dossier di candidatura. «Un risultato eccezionale che porta ben due città campane su quattro nella shortlist finale», sottolineano il presidente Roberto Fico e l’assessore regionale alla Cultura Ninni Cutaia. Per i due esponenti della giunta regionale, Pozzuoli e Capri rappresentano due percorsi differenti ma accomunati dalla capacità di trasformare le caratteristiche dei rispettivi territori in materia culturale: da una parte la fragilità e la rigenerazione dei Campi Flegrei, dall’altra il rapporto tra il mito di Capri e i linguaggi della contemporaneità. «La Campania – concludono Fico e Cutaia – si conferma così un laboratorio permanente di visione, rigenerazione e sviluppo. Sosterremo con convinzione questo percorso, certi che investire sull’arte, la creatività e sulla bellezza rappresenti un volano di crescita fondamentale per l’intera regione e per l’intero Paese».


















