Fonte: Il Mattino.it
di Mariano Della Corte
na scoperta scientifica del CNR delinea un ponte secolare tra l’isola e le colline pescaresi. Il 29 agosto la firma del patto istituzionale, il 30 la festa dei sensi alla Settembrata con la grande gastronomia e l’EVO d’autore. C’è un filo invisibile, ricamato dalla natura e custodito per secoli nei terrazzamenti a picco sul mare di Anacapri, che oggi trova una corrispondenza perfetta tra i profili morbidi delle colline abruzzesi. Non è solo una suggestione evocativa, ma una certezza scientifica: gli olivi millenari dell’isola azzurra e quelli dell’area vestina condividono il medesimo DNA. Da questa eccezionale intuizione nasce l’abbraccio istituzionale e culturale tra le comunità di Anacapri e Moscufo (Pescara), pronte a celebrare un gemellaggio che profuma di terra, storia e alta gastronomia. Tutto ha inizio tra i fruscii delle fronde che dominano il Faro di Punta Carena e i sentieri dei Fortini. L’associazione L’Oro di Capri, da anni baluardo della tutela paesaggistica e del recupero degli oliveti storici isolani, ha voluto vederci chiaro sull’origine delle proprie piante. Incaricati della ricerca, i genetisti del CNR-IBBR di Perugia hanno analizzato il patrimonio vegetale locale, giungendo a un verdetto sorprendente: la celebre “Minucciola” anacaprese e la “Dritta” moscufese sono geneticamente identiche, sorelle gemelle nate dalla stessa matrice antica. Un legame botanico che valica il Tirreno e l’Appennino, dimostrando come le rotte dell’agricoltura mediterranea abbiano intessuto relazioni profonde ben prima dei nostri giorni. Un’intesa preliminare, già siglata nello scorso mese di aprile, diventerà adesso un patto di cooperazione ufficiale sabato 29 agosto, alle ore 18:30, nella Sala Consiliare del Comune di Anacapri. A sancire l’alleanza verde saranno le delegazioni guidate dal Sindaco di Anacapri, Franco Cerrotta, e dal Sindaco di Moscufo, Pietro Di Pietro, affiancati dai rappresentanti de L’Oro di Capri e dell’associazione moscufese La Fonte. L’incontro, moderato dal giornalista Antonio Di Gennaro, esplorerà le prospettive di uno sviluppo sostenibile legato all’olivicoltura di alta quota e di collina. Se la scienza getta le basi del patto, è la tavola a consacrarne l’emozione. Domenica 30 agosto, a partire dalle ore 20:00, la storica cornice di Piazza La Torre ad Anacapri diventerà il teatro di un viaggio sensoriale unico, incastonato nel programma della celebre Settembrata Anacaprese. Per l’occasione, tre cattedrali del gusto daranno vita a un percorso di degustazione straordinario, dove l’olio extravergine d’oliva sarà protagonista e conduttore di sapori: Il Jumeirah Capri Palace & L’Oro di Capri, attraverso un rinfrescante Gazpacho di pomodoro freddo con crostino di pane croccante, esaltato dalle spiccate note erbacee e di mandorla fresca dell’Olio EVO Cru Pino de’ Monaci.
Il Ristorante Columbus & L’Oro di Capri con una sontuosa Torta Caprese tradizionale al cioccolato fondente e mandorle con fiocchi di sale “Sea Breeze”, impreziosita dalla delicatezza dell’Olio EVO Cru I Fortini (caratterizzato da raffinati sentori di mela annurca). Infine il Ristorante Il Nuovo Casereccio (Moscufo) in cui sarà protagonista Il pregiato Fagiolo Tondino del Tavo (raro Presidio Slow Food recuperato lungo l’omonima vallata, celebre per la buccia impalpabile e l’alta digeribilità), condito con l’Olio EVO DOP Aprutino Pescarese e adagiato sulla tipica Ferratella abruzzese salata. L’evento non rappresenta soltanto una parentesi festosa, ma rilancia con forza un messaggio di tutela ambientale. Il recupero degli oliveti ad Anacapri, promosso con passione e tenacia dall’associazione L’Oro di Capri, significa salvaguardia del paesaggio rurale, contrasto al dissesto idrogeologico e mantenimento dei caratteristici muretti a secco che ricamano la costa anacaprese. Unire le forze con una realtà a forte vocazione agricola come Moscufo ribadisce che il futuro dei territori passa attraverso la tutela della biodiversità e la valorizzazione delle produzioni d’eccellenza. Tra la brezza marina di Capri e i profumi delle campagne abruzzesi, l’olivo si riconferma simbolo universale di identità, bellezza e civiltà rurale.


















