Fonte: Il Mattino.it
di AnnaChiara Della Corte
C’è un’isola che da duemila anni sa essere rifugio. La scelse Augusto per il suo fascino ineguagliabile, la elesse Tiberio come riparo dall’asfissiante corte romana: nasce dunque un mito, il mito di Capri, che, secolo dopo secolo, ha continuato ad attirare poeti, pittori, scrittori e spiriti liberi provenienti da ogni angolo del mondo, tutti in cerca di un luogo dove costruire, lontano da tutto, le proprie utopie. È a questa storia lunga e sedimentata che è dedicato il doppio appuntamento in programma martedì 25 agosto alla Certosa di San Giacomo. Si comincia alle 18.30 con la conferenza del prof. Gianluca Riccio, “La rappresentazione della Grotta Azzurra tra pittura e fotografia nel Novecento”, inserita nel ciclo di incontri della mostra Il mito di Capri. A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra (1826-2026), curata da Massimo Osanna e Luca Di Franco: un percorso tra le diverse forme con cui la grotta più celebre dell’isola è stata raccontata e raffigurata nel corso del XX secolo, tra pittura, fotografia e immaginario collettivo. Alle 19.30, nel Chiostro Piccolo, la proiezione del documentario “Capri. L’isola rifugio”, realizzato da Brigida Gullo e prodotto da Rai Cultura, per la regia di Eugenio Farioli Vecchioli e con la consulenza scientifica di Andrea Pane, ordinario di Restauro dell’architettura. È il primo evento organizzato sull’isola dall’Associazione culturale Capri Architettura — presieduta dal caprese Andrea Nastri, che dal 2020 lavora per far conoscere e valorizzare l’architettura caprese di ogni epoca attraverso mostre, seminari e iniziative di studio, con particolare attenzione anche al paesaggio e alla natura dell’isola — insieme ai Musei e Parchi Archeologici di Capri e con il patrocinio del Comune di Capri. Dopo i saluti di Luca Di Franco, direttore dei Musei e Parchi Archeologici di Capri, di Paolo Falco, sindaco di Capri, e dello stesso Andrea Nastri, il documentario racconterà con rigore e insieme leggerezza le vicende di chi ha scelto Capri come approdo per la propria fuga: da Villa San Michele, costruita dal medico svedese Axel Munthe, a Villa Lysis, dimora del barone francese Jacques d’Adelswärd-Fersen, da Casa Come Me di Curzio Malaparte a Casa La Solitaria, opera dell’architetto Edwin Cerio, esempi di un’architettura che sa farsi tutt’uno con il paesaggio. Ne emerge il ritratto di un’isola in cui abitare ha sempre significato anche custodire, un equilibrio sottile tra il gesto dell’uomo e la bellezza che lo precede. Al termine della proiezione ne discuteranno l’autrice Brigida Gullo, il regista Eugenio Farioli Vecchioli ed il Prof. Andrea Pane. Per l’occasione la Certosa resterà eccezionalmente aperta fino alle 22: un’occasione per attraversare anche le mostre in corso : Il mito di Capri, Il Ninfeo romano della Grotta Azzurra con le fotografie di Luigi Spina, e Tu sei un’isola di Roberto di Alicudi negli spazi della Cappella di San Bruno — oltre al Museo archeologico e al Museo Diefenbach. Dalle 20.00 alle 21.30 sono previste visite guidate in italiano, inglese e francese, con ingresso libero.


















