Fonte: Metropolis
di Marco Milano
“In due sull’isola siamo troppi”. A Capri violenza di genere, tragedia sfiorata, i Carabinieri arrestano un uomo che sull’isola lavorava come cameriere. Si conclude con l’arresto di un trentunenne una brutta storia iniziata nei giorni scorsi a Capri quando la centrale operativa della compagnia dei Carabinieri di Sorrento segnala ai militari della stazione di Capri un’aggressione in un’abitazione. Una donna di trent’anni era stata picchiata dal fidanzato, gli uomini della Benemerita giunti sul posto si trovavano dinanzi ad una persona con volto gonfio e rosso in una casa con oggetti distrutti. È spaventata e in stato d’ansia. La loro storia dura da due anni ma da circa un mese le cose non vanno più bene. Lei vorrebbe lasciarlo, lui alterna fasi di calma all’ira, nella sua testa le ronza una frase: “in due sull’isola siamo troppi”. La vittima veniva trasferita in ospedale dove le venivano riscontrate contusioni al volto, al labbro superiore, al collo e al braccio a seguito di aggressione. Per la donna, ancora in stato di agitazione per l’accaduto, una prognosi di sette giorni. Secondo quanto raccontato il tutto era avvenuto dopo che lei era a letto con il compagno e sul telefonino di lui arrivava una notifica. A questo punto iniziava una discussione per gelosia, e in men che non si dica l’uomo scattava dal letto, aggrediva la sua fidanzata, colpendola con schiaffi al volto ed alla testa. Poi tentava di stringerle le mani intorno al collo ma la donna riusciva a liberarsi dalla morsa con un calcio. L’uomo, poi, buttava a terra tutto ciò che incontrava, strappando una tenda, le urla della donna lo facevano allontanare mentre sferrando un calcio alla porta frantumava il vetro. Prima di andare via diceva alla donna “vedi cosa sta prendendo fuoco”. Ad andare in fiamme era la sua divisa da lavoro. La donna per lo spavento si chiudeva in casa e attendeva l’arrivo dei Carabinieri. I militari lo cercano e lo trovano nell’hotel dove lavora. In evidente stato di alterazione psicofisica viene accompagnato in caserma, dove in preda ad una crisi necessita di un intervento del 118 che arrivato sul posto lo trasferisce in ospedale. Per l’uomo viene disposto un “TSO” e il ricovero. La diagnosi è “intossicazione da sospetta assunzione di farmaci antipsicotici in dose non terapeutica”. In attesa del suo trasferimento in una struttura psichiatrica di Napoli viene attivato il codice rosso e l’uomo viene denunciato. L’altra sera, infine, dopo le sue dimissioni i Carabinieri avvertono la donna. La vittima lo ha “bloccato” su whatsapp ma lui non si arrende e le manda un sms dove scrive: “tengo cose sul telefono che se voglio ti faccio uscire su tutti i giornali….sbloccami”. L’uomo, intanto, è stato licenziato e attende la donna nella casa di lei. La vittima non fa ritorno a casa e chiama i Carabinieri che raggiungono l’abitazione. La porta di ingresso ancora con il vetro rotto, i militari entrano, la casa pare vuota ma poi si vedono delle mani che reggono l’anta di un armadio danneggiato, l’uomo si era nascosto, viene bloccato dai Carabinieri e arrestato.


















