Fonte: amp.cibotoday.it
di Carolina Pozzi
C’è una pennellata che aggiunge ancora una sfumatura al paesaggio sbalorditivo che accoglie, appena scesi dalla funicolare che da Marina Grande accompagna su fino alla Piazzetta di Capri. Non nel campo del visibile — già saturo — ma in quello dell’olfatto, con un profumo sottile di vaniglia che per tutto il giorno dà ai turisti ancora un motivo per essere galvanizzati. Si percorre qualche metro su Via Vittorio Emanuele e si intravede, in pressoché ogni stagione, una piccola o grande fila davanti agli archi di mattoni rossi di Buonocore. Qui, davanti al gelato di casa, la scelta tra cono e coppetta passa da 50 anni in secondo piano: sono tutti e due approntati al momento, con cialde calde cotte live davanti ai clienti.
Dalla salumeria degli Anni ‘50 ai dolci e al gelato
Cinque decenni di carriera, abbiamo detto, che però diventano addirittura un paio di più a considerare il vero esordio di un’attività in mano alla stessa famiglia da più generazioni. In una Capri senz’altro diversa, per la precisione in Via Roma, nel 1950 Raffaele Buonocore apre la sua piccola salumeria. Quando due di anni dopo sposa la signora Carmela c’è un primo passaggio: quello in friggitoria, uno dei primi esempi di street food in salsa isolana. Alla sede attuale, così come al profilo dell’attività che conoscono oggi migliaia di visitatori e molti meno capresi, si arriva invece nel 1973, con un trasferimento che integra anche i settori della pasticceria e della gelateria. Ora sono i figli Ferdinando, Ersilia, Giovanna e Mario a portare avanti il tutto, senza stravolgere nulla, ma tenendosi al passo.
Le cialde cotte “live” a due passi dalla piazzetta di Capri
Il primo motivo — non l’unico — che porta in bottega è il gelato. Di per sé di ottima fattura, qualità artigianale e con un repertorio di gusti classici dai diversi tocchi moderni, prende un altro passo servito come lo servono qui. Piastra calda, pastella pronta da colarci sopra, e l’abilità dei banchisti che modellano al momento un cono tradizionale o un recipiente che equivale alla coppetta. Le palline che ci finiscono sopra, con una certa soddisfazione dei patiti di Instagram, prendono subito una consistenza distintiva dal contrasto tra freddo e tiepido. Le cose diventano inoltre ancora più sontuose con la specialità della casa. Si chiama Tulipano, e dentro la cialda appena fatta combina panna montata e una colata di ganache al cioccolato.
Il gelato, i dolci e i salati imprescindibili di Buonocore
Le due vetrine stondate alle quali affacciarsi, per poi farsi servire dall’apposita finestrella, vedono passare per la maggiore gusti diventati piuttosto riconoscibili. C’è la Fantasia di Capri, una base di fiordilatte resa gastronomica dalla variegatura di mandorle caramellate e crema di nocciole; poi il gelato di gelsi, che conta moltissimi fan, e anche quello al limone isolano. Buonocore è però anche pasticceria e naturalmente non fa mancare le torte Capresi, classiche e al limone, oltre al repertorio dei dolci partenopei, tra sfogliatelle e babà. Poi il Caprilù: una ricetta registrata, inventata 30 anni fa con morbida pasta di mandorle e limoni di Capri dalla signora Carmela. Nel rispetto della prima vocazione, la bottega conserva inoltre una parte di rosticceria e tavola calda, per un pranzo veloce (e ben più economico della media dei dintorni) a base di rustici, porzioni di parmigiana, polpette, fritti e paste fredde.


















