Fonte: Metropolis
di Marco Milano
Funicolare per Anacapri e scale mobili da Marina Grande, sull’isola si riapre il dibattito in attesa di un nuovo e più moderno hub portuale. Il mese di settembre che per numeri e temperature è una sorta di “succursale” del mese di agosto mette sul tavolo di istruzioni, operatori e addetti ai lavori le principali sfide e le urgenze per un turismo che possa essere, come nelle intenzioni e nelle necessità, un turismo sostenibile. Al primo posto c’è sicuramente l’importanza di una mobilità interna che, come viene invocato da più parti, sia in linea con richieste e aspettative di chi sceglie l’isola azzurra per una vacanza breve, media o lunga o anche una semplice escursione. Secondo quanto analizzato anche dagli esperti una evidente criticità è il tempo che i viaggiatori trascorrono non sui mezzi di trasporto ma nelle attese tra uno spostamento e l’altro. Il risultato messo in luce da molti è che si impiega clamorosamente un “minutaggio” eccessivo in proporzione a un territorio che nella sua interezza è di pochi chilometri quadrati. E sono in molti a ricordare che un nuovo e alternativo mezzo di trasporto da affiancare all’attuale rete della mobilità disponibile sia un’ipotesi “ragionata” senza essere mai stata percorsa compiutamente. Un sistema su ferro o con altre tecnologie che permetta ai viaggiatori di fruire di un ulteriore modo per muoversi tra Marina Grande, Capri e Anacapri viene vista come un’esigenza ormai sotto gli occhi di tutti se si frequenta quotidianamente il territorio isolano in particolare nelle cosiddette ore di punta, quando c’è una forte presenza dei cosiddetti turisti giornalieri. Le strade carrozzabili, che per caratteristiche e peculiarità dell’isola non possono divenire improvvisamente superstrade, da sole, sono ormai insufficienti, come fanno notare gli addetti ai lavori a fronteggiare un movimento che in particolare nei mesi turistici è completamente cambiato rispetto agli scorsi decenni quando sulle medesime strade vi era una circolazione sicuramente ben più fluida rispetto ad oggi. Il turismo di Capri diviene di conseguenza meno sostenibile ed è sia sulla mobilità interna che sulla gestione dei flussi che si stanno concentrando studi e analisi per “ripensare” l’isola in chiave futura.


















