Fonte: Il Mattino.it
di Mariano Della Corte
Capri. Dai campi di bocce a luogo del mito, una storia di imprenditoria e di passione caprese, che affonda le sue radici nell’isola del secondo dopoguerra, tra la fatica del lavoro, l’accoglienza schietta e quell’intuito geniale che sa trasformare un semplice orto-giardino in un’icona internazionale. È stato presentato ieri nel primo pomeriggio, nella suggestiva e iconica cornice del Ristorante Da Paolino, il volume: “La sera andavamo da Paolino”, scritto da Dino Dima. Il libro raccoglie le memorabili e intime memorie di Vittorino De Martino, storico titolare del locale assieme al fratello Lino, maturate durante escursioni in mare con l’autore attorno alle calette di Capri. L’incontro, moderato con grande maestria e sensibilità culturale dal Prof. Renato Esposito, si è aperto con i saluti istituzionali e l’intervento del Sindaco di Capri, Paolo Falco, che ha sottolineato il valore storico e identitario della famiglia De Martino per la comunità isolana. L’organizzazione dell’evento è stata resa possibile grazie alla sinergica collaborazione di Diego Staiano e Antonino Esposito. Le origini della limonaia più famosa di Capri, nota tutti oggi anche come Lemontrees, risalgono ad un campo di bocce frequentato dai pescatori di Palazzo a Mare. Tra quei campi vennero disposti i primi tavoli in cui era possibile respirare un’atmosfera irripetibile: personaggi illustri come scienziati, scrittori, prima che imprenditori e personaggi dello spettacolo si mescolavano ai capresi davanti a un bicchiere di vino coltivato con cura da Paolino e ai piatti veraci della moglie Michela, cucinati su un piccolo fornello al centro dell’orto. La vera svolta per il passaggio dell’attività in ristorante fu guidata dall’intuito di Michela, a conferma che Capri, nella sua anima più profonda, è donna. Fu lei a intuire che l’incontro spontaneo tra intellettuali, viaggiatori e pescatori sotto la limonaia poteva trasformarsi nel cuore pulsante dell’ospitalità caprese. L’evoluzione vera e propria avvenne negli anni ’70 con il ritorno del figlio Lino, che adatta la struttura al nuovo turismo internazionale mantenendone intatto lo stile, e l’estro di Vittorino, autentico “alchimista” capace di fare magie con i limoni dell’agrumeto e le uve del giardino. Durante la presentazione si è celebrato non soltanto il passato, ma la continuità di una visione familiare. Oggi la tradizione di Paolino vive nel lavoro quotidiano di Lino e Vittorino, affiancati dalle nipoti Michela e Arianna, custodi della medesima passione a pochi passi dai ruderi di Palazzo a Mare, laddove un tempo sorgeva la dimora dell’imperatore Augusto. Nell’attività oggi é già molto presente l’ultima generazione, costituita dai figli di Michela e Arianna, che sia in cucina che in sala portano avanti la tradizione dell’ospitalità familiare. Il volume di Dino Dima regala ai lettori un ritratto vivissimo e nostalgico del cuore dell’isola, ricordando che il successo di un luogo iconico nasce prima di tutto dalla fedeltà alle proprie radici.


















