Fonte: Metropolis
di Marco Milano
Capri e le piccole isole zone disagiate per il carburante e non solo. Il vertice in Prefettura convocato per giovedì per fronteggiare l’emergenza dei rifornimenti necessari a traghetti e aliscafi per collegare le isole del golfo, Capri, Ischia e Procida con la terraferma,o meglio i costi necessari per poter garantire un congruo numero di corse quotidiane saranno sul tavolo, ma a sbloccare la situazione potrà essere il riconoscimento per le località insulari dello status di zone disagiate. Una questione più generale che andrebbe affrontata una volta per tutte perché probabilmente non si ha ancora ben chiaro che un’isola, soprattutto se di piccole dimensioni, è soggetta ad una serie di limitazioni e criticità e non è solo una felice terra di vacanza magari anche invidiata per bellezza e relax. Per garantire tutto quanto necessario ad una vita normale sull’isola infatti c’è innanzitutto bisogno della cosiddetta continuità territoriale. E quindi di garanzie certe che le corse via mare di cui sopra vengano effettuate sempre e con la frequenza necessaria a soddisfare le esigenze delle varie categorie, dai lavoratori pendolari al rifornimento di derrate alimentari, dalla consegna del gas allo sbarco dei farmaci all’arrivo di medici, forze dell’ordine e personale della scuola, tutte figure professionali indispensabili per soddisfare i servizi essenziali e di primaria importanza di una comunità isolana che ha diritto senza se e senza ma alle stesse condizioni di chi vive sulla terraferma. E poi le altre priorità. Le isole infatti stanno soffrendo e non poco quello che viene chiamato impropriamente over tourism ma che in realtà è iper turismo che comporta molti danni e pochi benefici a differenza di ciò che si pensa nell’immaginario collettivo. Un’isola inquadrata come zona disagiata può invece godere di leggi speciali che possano regolamentare in modo giusto e sostenibile l’intera materia turistica. Un capitolo a parte poi merita la questione legata al meteo. Le isole aldilà di spiagge e mare sono anche sinonimo di rischio di isolamento e nessun naviglio anche il più moderno e avanzato può garantire a prescindere i contatti con la città tutti I giorno dell’anno. Ci sono moti ondosi e venti forti che non consentono in nessun modo in talune giornate dell’anno di collegare le isole con la terraferma e nelle sopracitate giornate le comunità isolane devono vivere esclusivamente dei servizi di territorio, della manodopera locale, dei servizi sanitari esclusivamente offerti dal loro piccolo paese. L’emergenza carburante per i trasporti marittimi, dunque, e il tavolo in programma giovedì potrebbero finalmente aprire un varco per il necessario e urgente iter effettivo e operativo di riconoscimento delle isole come zone disagiate.


















