Fonte: Il Mattino – 29 maggio 2026
di Fulvio Scarlata – inviato a Capri
Due sale per superare i confini del museo e una campagna di scavi che si allarga a tutta l’isola: Capri prova a rendere più attrattiva l’archeologia e la sua storia antica per cercare di coinvolgere un pubblico più vasto e normalmente distratto dai giri in piazzetta. Ecco, dunque, una sala immersiva per vedere, virtualmente, la Capri di Tiberio con le splendide dimore riemergere dal passato e, negli stessi spazi, un gioco interattivo per i più piccoli con tanto di console da gaming. Nell’altro spazio i reperti ritrovati nel sito di San Costanzo con un sarcofago del terzo secolo d.C.. «Raccontiamo una nuova isola» spiega Massimo Osanna, direttore generale dei musei del ministero della Cultura. «Due anni fa inaugurando il museo ci immergevamo in Capri capitale dell’impero romano, oggi ci allarghiamo sia in termini temporali che nelle forme dell’accessibilità cognitiva». La bellezza, in questi luoghi, supera le forme dell’immaginazione. Perché il museo archeologico dell’isola azzurra raduna reperti originali e preziosi in uno spazio affascinante come quello della certosa di San Giacomo con vista sui Faraglioni e sul versante più selvaggio di Capri. Si rimane, così, incantati tra l’Apollo con Grifone, il bronzo di Ercole seduto su una roccia, e le statue rinvenute nel ninfeo della villa Gradola, la Grotta azzurra, mentre l’occhio viene catturato dai restauri della certosa che ora consentono di affacciarsi sui balconi tra distese di campanule viola, macchia mediterranea, il mare e i due scogli più famosi al mondo. In questo contesto si inseriscono le nuove sale ricavate dagli spazi del priore con la sala caratterizzata da un filmato immersivo con la ricostruzione di come dovevano essere le ville augustee di Apragopoli, la città del dolce far niente secondo la definizione di Augusto, i minigiochi didattici, un modello 3D di una villa, una mappa 3D interattiva per esplorare i principali siti archeologici dell’isola. E poi la sala con il sarcofago di Crispina del III sec. d.C., convenzionalmente attribuito alla moglie dell’imperatore Commodo esiliato a Capri, che era di privati, la famiglia Ruocco che lo ha messo a disposizione degli spazi espositivi. Le nuove sale non arricchiscono soltanto il museo dal punto di vista dei reperti esposti. «L’attenzione all’accessibilità e all’inclusione, contenuti multilingue, supporti digitali come la carta archeologica di Capri, la possibilità di usare il gaming ci riportano alla nuova grande sfida per i musei che è quella dell’accessibilità cognitiva», sottolinea Osanna. «Siamo di fronte ad un museo molto dinamico. E poter esporre tanti preziosi reperti che erano nei depositi del Mann rientra nella nostra politica di valorizzare i depositi che in Italia contengono tesori incredibili». Il museo archeologico di Capri è diventato autonomo solo da pochi mesi, tuttavia è già coinvolto su diversi fronti. Si pensi allla Gis, una carta archeologica digitale realizzata con il contributo del Cnr, che introduce il visitatore ai nuovi scavi di ville, come quelle dei siti Damecuta e Gradola. E agli studi sull’architettura antica, che raccontano una Capri che guardava all’ellenismo, ponte tra Occidente e Oriente. «Grazie ai fondi del ministero abbiamo 20 milioni di investimenti» spiega Luca Di Franco, nominato direttore solo nell’aprile scorso. «Due per continuare il restauro della Certosa, 5 milioni per Villa Iovis, e gli investimenti a Gradola, un sito che contiamo di rendere fruibile per il prossimo anno». Determinante, secondo Di Franco, la collaborazione istituzionale con il Comune di Capri e il sindaco Paolo Falco. I progetti sono ambiziosi per un sito culturale che, secondo i dati informali conterebbe 3.000 visitatori al mese, un numero non eclatante per un’isola letteralmente assaltata dai turisti. L’idea è di inserire la certosa tra i percorsi più suggestivi per i visitatori. Per questo già da luglio partirà «L’estate di san Giacomo» per celebrare tra le mura monacali i 200 anni della «scoperta» della Grotta azzurra, con mostre, dipinti, sculture.


















