Fonte: Il Mattino
Di Antonino Pane
L’ALLARME Nato male, piccolo, scomodo: il Nuovo Beverello sta mostrando tutti i suoi limiti in queste giornate di caldo asfissiante e altissima frequenza di passeggeri. Un naufragio, senza se e senza ma, dovuto ad un impianto di aria condizionata assolutamente insufficiente, a spazi ridottissimi per salvare reperti che prima di iniziare i lavori già si poteva sapere dove sarebbero stati ritrovati, a porte che si aprono e si chiudono senza regole precise, a spazi esterni utilizzati malissimo, e che offrono riparo solo alle persone che in uscita. E, incredibile a dirsi, se una di questi passeggeri sbarcati, ha bisogno di utilizzare un bagno, deve rifare completamente il giro della struttura.
IL PROGETTO Insomma un progetto da riprendere e da adeguare valutando attentamente, cosa che non è stata fatta preventivamente o è stata sbagliata, quante persone la struttura deve sopportare ogni ora. In fase di lancio del progetto si parlava di traguardare il 2040; siamo al primo anno e il nuovo Beverello è già diventata una gabbia dove addirittura, circolano video sui social, che denunciano persone da soccorrere per il caldo come si è rischiato che potesse accadere nella mattinata di ieri. Insomma il Beverello va completamente ripensato nell’ottica di una migliore fruizione a beneficio dei tantissimi passeggeri che ogni giorno lo affollano. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale, Eliseo Cuccaro, ha già assicurato che al più presto si procederà agli adempimenti che porteranno all’apertura dei due bar completamente rifatti. Questo significa che dal piazzale scompariranno quei container con cui si è fronteggiata tutta la fase di costruzione del nuovo Beverello. Quindi gli spazi saranno più ampi e si potrà ipotizzare una diversa circolazione dei passeggeri sia in arrivo che in partenza. La struttura oggi, chiusa com’è da sola non può sopportare i numeri dei passeggeri registrati in questi giorni, e, quindi, è sempre più evidente la necessità di integrare le aree esterne con quelle interne provvedendo anche a sistemare tende refrigerate. Il Beverello attuale è stato immaginato dovesse funzionare come un aeroporto: la verità è che non ci sono gli impianti dell’aeroporto e, soprattutto, non ci sono gli spazi dell’aeroporto.
L’ANNUNCIO L’Autorità di sistema portuale del mare Tirreno centrale ha già annunciato che intende mettere mano al più presto alla parte a mare, facendo istallare pontili perpendicolari alla banchina per facilitare imbarco e sbarco di passeggeri e, soprattutto, per rendere sicure le manovre di ormeggio che ora vengono effettuate in andana, con l’ancora in mare. Si deve solo alla maestria dei comandanti se ancora i mezzi continuano a partire e ad arrivare con l’attuale frequenza. Il Golfo di Napoli, ormai lo ripetono tutti, è tradfucatissimo e mere turistiche come Capri, Ischia, Procida, Sorrento, Positano, Amalfi e così via, avrebbero meritato ben altra attenzione e strutture di accoglienza adeguate. Ci voleva una stazione marittima ampia e funzionale, un biglietto da visita dive dire qui inizia la mia vacanza. Invece oggi, spesso, vedi solo gente nervosa, poche spiegazioni e file di turisti con trolley e valige che cercano di scappare.
E proprio durante la buriana di mercoledì pomeriggio si è avuto l’ultimo esempio segnalato con una nota di Alilauro: l’unità della compagnia “Celestina Lauro”, con il comandante Alessandro Farina, ha interrotto con prontezza le operazioni di imbarco dei passeggeri diretti a Ischia con la corsa delle 17.20 perché si rischiava una collisione da un’altra unità di Nlg, ormeggiata, a causa degli effetti di un’improvvisa tromba d’aria.
LE CORSE I passeggeri, che sono stati accompagnati durante tutta l’operazione dal personale di bordo, sono stati riprotetti su una corsa successiva, diretta sull’isola d’Ischia, ed è stato loro garantito un transfer per Forio. Insomma attimi di paura al Beverello, con passerelle e transenne volate via, situazione che ha avuto una coda, per fortuna molto meno pericolosa, anche ieri pomeriggio con un nubifragio durato una mezz’ora. Per fortuna nessun danno.


















