Fonte: ilmattino.it
Di Anna Maria Boniello
Un episodio di intolleranza è accaduto oggi ad Anacapri quando in un negozio di cartoleria e giocattoli nel centro è entrata una donna straniera di circa 40 anni inveendo ad alta voce contro i titolari dell’attività perché in una delle vetrine era stata apposta una bandiera palestinese . La donna non si è limitata solo a proferire parole offensive contro i proprietari urlando di rimuovere il vessillo palestinese ma anche facendo gesti volgari con il dito medio in maniera dispregiativa. Un gesto che ha fatto scattare la reazione del titolare del caratteristico negozio che ha invitato la donna ad uscire ed allontanarsi dal negozio. Poi ha provato a spiegare ai passanti che avevano assistito alla scena che: «Nel nostro negozio Capri Graphic ad Anacapri mia figlia, meno che ventenne, venti giorni fa ha apposto sulla porta una bandiera della Palestina – ha spiegato il titolare Nunzio Veloce – Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto molti complimenti per il gesto. Oggi pomeriggio invece con il negozio pieno di gente è entrata una signora urlando “Viva israele” e facendo il terzo dito a tutti. Da domani metteremo la bandiera Palestinese su tutti i luoghi in nostro possesso». In rete è scattata la catena di solidarietà nei confronti di “Capri Graphic” e della famiglia dei titolari con altri anacapresi che hanno issato il vessillo della Palestina sui tetti delle proprie case postando e condividendo la foto per dare sostegno alla libertà di opinione. Tra i vari commenti in rete si legge: “Si dimentica che sul territorio italiano, ognuno è libero di esprimere la propria opinione con rispetto. Esporre una bandiera non è mancanza di rispetto, lo è comportarsi come la signora”. © RIPRODUZIONE RISERVATA.


















