Fonte: Il Mattino.it
Non si placa la polemica ad Anacapri sull’emergenza casa e gli aiuti alle famiglie con disabili. Le dichiarazioni del sindaco di Anacapri, Francesco Cerrotta, hanno scatenato la reazione della famiglia Ascione per il tramite del loro avvocato, Angelo Pisani. «Non abbiamo mai ricevuto alcun sostegno abitativo dal Comune di Anacapri – scrivono Teresa ascione, i genitori e l’avvocato Angelo Pisani -. La giovane, affetta da gravissima disabilità e costretta sulla sedia a rotelle, non ha mai ottenuto un alloggio comunale, né una sistemazione alternativa, né una concreta soluzione all’emergenza abitativa». L’avvocato continua: «I soli importi percepiti non provengono dal Comune. I soli contributi ricevuti sono gli assegni di cura finanziati dalla Regione, previsti dalla normativa regionale per i disabili gravissimi. Non si tratta di aiuti discrezionali concessi dal Comune, ma di somme spettanti per legge e finanziate dalla Regione. Contrariamente a quanto si potrebbe desumere dalle dichiarazioni del sindaco, Teresa Ascione non ha mai potuto partecipare ad alcun bando comunale destinato ai disabili; non è mai stata inserita in graduatorie speciali; non ha mai beneficiato di procedure preferenziali. Tali strumenti non sono mai stati attivati».«Pretendere che una famiglia indigente con una ragazza gravemente disabile trovi da sola una casa ad Anacapri, dove gli immobili disponibili hanno costi proibitivi ed enormi difficoltà di accesso, significa proporre una soluzione solo teorica e non realmente praticabile. Il 30 luglio la famiglia rischia concretamente di perdere la propria abitazione. Se ciò dovesse accadere, Teresa Ascione non potrà certamente essere lasciata in strada. Per tale ragione la famiglia ribadisce che, in mancanza di una reale soluzione dalle istituzioni, sarà costretta a trovare riparo presso la Casa Comunale, simbolicamente considerata la casa di tutti i cittadini, affinché lo Stato e le istituzioni si assumano finalmente la responsabilità di garantire tutela ad una persona gravemente disabile» conclude Pisani.


















