Fonte: ilmattino.it
di Mariano Della Corte
In un’epoca segnata da distanze e frammentazioni, l’arte contemporanea lancia una sfida ambiziosa da uno degli scorci più suggestivi del Mediterraneo: riscoprire il significato della coesione attraverso il gesto della cura. Domenica 17 maggio, l’isola azzurra diventa lo scenario di Dwelling with Care: Fragments for a Shared World ( Abitare con Cura: Frammenti per un mondo condiviso ), la nuova mostra collettiva stagionale nata dalla sinergia tra Galleria Continua e White Artelier , la piattaforma curatoriale del Jumeirah Capri Palace . Il progetto espositivo trasforma lo spazio dell’accoglienza in un laboratorio di dialogo, dove le opere smettono di essere semplici oggetti estetici e diventano mappe visive per ricucire fratture ed esperienze. La transitorietà tipica di un luogo di passaggio viene così reinterpretata come un’opportunità unica per far convergere storie diverse e far nascere relazioni inaspettate. Il percorso concettuale prende le mosse dall’opera Ritrovarsi del duo Ornaghi & Prestinari , una riflessione su come la singola parte possa custodire l’essenza di un insieme più grande. Da qui si sviluppa una conversazione corale che unisce le voci di grandi protagonisti della scena internazionale, tra cui Yoan Capote, Loris Cecchini, Pascale Marthine Tayou, Subodh Gupta, Alicja Kwade e Luis López-Chávez . Ciascun artista, con il proprio personalissimo linguaggio visivo, celebra la bellezza delle contraddizioni e interroga il pubblico sulla fragilità del nostro presente. Evocando la celebre intuizione di Jannis Kounellis Ho visto il sacro negli oggetti quotidiani l’esposizione eleva l’ordinario. Piatti, vasi, ami da pesca e gessetti colorati vengono sottratti alla loro funzione d’uso per essere investiti di un nuovo significato. Il frammento si trasforma in un elemento essenziale, un tassello indispensabile per ricostruire l’armonia collettiva e una comprensione reciproca. L’inaugurazione di domani 17 maggio sarà impreziosita da un talk d’eccezione che vedrà gli stessi Ornaghi & Prestinari a confronto con il curatore e critico d’arte Eugenio Viola , inaugurando una stagione in cui l’arte non si limita a essere esposta, ma chiede di essere attivamente abitata.


















