Fonte: Il Mattino – 20 agosto 2026
di Antonino Pane
LE REAZIONI
Strade strette, auto grandi, tempi di percorrenza sempre più veloci. Capri, tutta l’isola di Capri esprime un profondo cordoglio per il giovane di 32 anni morto dopo essere stato investito da un’auto. Nove giorni di coma e di attesa e preghiere ma poi la notizia della morte in pochi minuti ha fatto il giro dell’isola. E, contemporaneamente, ci si interroga su come fare rendere le strade dell’isola più sicure.
I MEZZI
Cominciamo con il dire che il traffico privato isolano, specialmente d’estate, è minimo. Il traffico per l’80% è quello dei taxi o, comunque, dei mezzi pubblici ad eccezione delle ore di carico e scarico quando arrivano i rifornimenti dalla terra ferma. Le strade, per lo più di proprietà della Città Metropolitana, sono quelle ereditate dalla Provincia e sono ben note a tutti per essere particolarmente strette e, in alcuni punti, oltremodo pericolose per i pedoni che spesso sono costretti a saltare su scalini o muretti quando, ad esempio, si incrociano nello stesso punto due pulmini. Parlare di ampliamento delle strade a Capri è come parlare della necessità di avere un altro Faraglione e allora bisogna trovare soluzioni con le strutture esistenti. «Mi permetta innanzitutto di esprimere il grande dolore – ha detto il sindaco di Capri, Paolo Falco – a nome di tutta la comunità. Il mio personale cordoglio e quello di tutta l’amministrazione della città di Capri. La sicurezza stradale – ha aggiunto Falco – è un dovere morale delle Istituzioni e proprio per questo motivo abbiamo già da tempo avviato una campagna di sensibilizzazione . Abbiamo inoltre attenzionato la Città Metropolitana sulla questione della sicurezza delle strade di loro competenza». Scarsa illuminazione e assoluta mancanza di marciapiedi rendono oltremodo difficile la vita dei pedoni. «Purtroppo – dice Lorenzo Coppola, presidente di Federalberghi Isola di Capri – le strade sono talmente strette e buie che i pedoni rischiano anche quando le auto transitano a bassa velocità. È necessario migliorare l’illuminazione sulle strade della Città Metropolitana, come creare dei punti di sicurezza per i pedoni quando sentono o vedono arrivare un’auto».
I PERCORSI
È vero, tra Capri e Marina Grande ci sono percorsi pedonali alternativi alla rotabile. Non molto agevoli in alcuni punti, soprattutto per le persone anziane, ma, comunque, una alternativa esiste per chi vuole sfuggire ai taxi, ai minibus o alla funicolare. Qualche problema nasce quando bisogna attraversare la provinciale, con cui la strada pedonale si interseca in più punti, perché i pedoni devono fare attenzione alle velocità con cui arrivano taxi e minibus. E, soprattutto, quando questi veicoli si incontrano in punti particolarmente stretti. A volte le manovre sono ai millimetri e spesso viene da pensare che gli autisti sono dei veri e propri fenomeni se riescono a completare la giornata senza strusciare da qualche parte. Ancora più difficile è la circolazione tra Capri e Anacapri, dove l’illuminazione in alcuni tratti manca completamente. Su questa strada è come se la viabilità pedonale fosse esclusa pur essendo una delle strade più panoramiche di tutta l’isola. Di allargare la strada non si è mai parlato. Si è parlato, invece, di un collegamento meccanico tra i due comuni chiesti con forza dal sindaco di Anacapri, Franco Cerrotta. Ma anche questa possibilità, al momento, non ha trovato pareri unanimi. «Le strade sono stretto – dice Roberto Russo, consigliere comunale di opposizione a Capri – e mancano anche piccoli marciapiedi che potrebbero far sentire più sicuri i pedoni. Se poi si somma il buio, che in alcuni punti è totale, allora la situazione diventa pericolosa. Bisogna chiedere con forza alla Città Metropolitana di avere un po’ più di attenzione per Capri. Inoltre credo che sia giunto il momento di mettere limiti più bassi di velocità».


















