Fonte: Il Mattino.it – 3 settembre 2026
di AnnaChiara Della Corte
Per dieci anni il Festival del Paesaggio di Anacapri ha analizzato il modo in cui l’arte guarda un territorio. Quest’anno al centro dell’indagine è posto il nostro stesso sguardo. I nostri spostamenti, i nostri gusti, persino il modo in cui guardiamo un’immagine vengono oggi tracciati e interpretati da sistemi artificiali. Da questo assunto nasce The Observer, la decima edizione della rassegna curata da Arianna Rosica e Gianluca Riccio, dal 6 settembre presso villa san michele, dimora storica dal medico e scrittore Axel Munthe, oggi sede del consolato di Svezia. Francis Alÿs, Ali Cherri, Irene Fenara, Eva Giolo, Elisa Sighicelli, Luca Vitone e Klara Zetterholm interrogano il modo in cui costruiamo e condividiamo le immagini in un presente dominato dal digitale e dalla visione artificiale. Il paesaggio diventa così un dispositivo per ripensare l’atto stesso di osservare. Ad anticipare l’apertura ufficiale del Festival, fuori da Villa San Michele, è un progetto che porta il pubblico fino al Castello di Barbarossa: oggi, giovedì 3 settembre alle ore 18.00, con Passeggiata Condivisa per la Terra, un’azione collettiva concepita da Andrea Francolino. Nove bandiere, ciascuna recante le coordinate GPS del parlamento di un Paese attualmente coinvolto in un conflitto armato, accompagnano il pubblico attraverso il paesaggio dell’isola fino alle rovine del castello — una delle testimonianze più antiche e suggestive dell’isola, che diventa così cornice di un’esperienza collettiva e occasione per visitarlo. Una bandiera vive grazie al vento e a chi la impugna: il cammino si trasforma in un gesto silenzioso di pace e consapevolezza, che celebra la forza della comunità insieme alla bellezza del paesaggio. Sabato 5 settembre, sempre alle 18.00, Andrea Francolino porta poi la riflessione all’ingresso di Villa San Michele, sostituendo con tre nuove opere le bandiere italiana, svedese ed europea nella performance che accompagna The Flag Project. Due appuntamenti che introducono la rassegna, in attesa dell’inaugurazione ufficiale del 6 settembre a Villa San Michele: sede espositiva del Festival ormai da diverse edizioni, la villa è essa stessa un paesaggio in forma di architettura, tra logge affacciate sul Golfo di Napoli, giardini mediterranei e reperti archeologici. Un luogo che negli anni ha saputo accogliere le diverse edizioni della manifestazione senza mai esaurirne le possibilità di lettura. Il Festival nasce da una riflessione avviata dai curatori dieci anni fa con una mostra dedicata a Luigi Ghirri e al suo sguardo sul paesaggio caprese. Novità di questa edizione è inoltre un calendario di proiezioni , con brevi video d’artista proiettati nel giardino di Villa San Michele dal 6 settembre all’8 novembre. A completare il programma è la seconda edizione del Premio Jumeirah Capri Palace, dedicato alle arti visive e istituito dai curatori del Festival in collaborazione con il Jumeirah Capri Palace Hotel di Anacapri e con autorevoli personalità del mondo dell’arte e della cultura. Domenica 6 settembre, alle ore 11.00, l’assegnazione del premio sarà seguita da un talk aperto al pubblico: una conversazione con Nicolas Bourriaud, presidente della giuria, con l’artista vincitore e con un’introduzione a cura dei curatori, negli spazi del Jumeirah Capri Palace Hotel. La giuria di questa edizione è presieduta dallo stesso Bourriaud, critico e curatore francese, ed è composta da Claudio Cerasa, direttore de Il Foglio; Brunella Trimarco, presidente della Fondazione Tridama; Ermanno Zanini, general manager del Jumeirah Capri Palace e vicepresidente per il Sud Europa e il Regno Unito di Jumeirah Group; e Marco Zappalorto, direttore International Strategy and Partnerships della Fondazione OGR Torino.

















