Fonte: RaiNews.it
Curata da Massimo Osanna e Luca Di Franco, racconta con quadri e reperti archeologici la stagione in cui l’isola si affermò come magica destinazione turistica. La grotta, un tempo ninfeo imperiale, fu riscoperta nel 1826 dai tedeschi Kopisch e Fries.
La riscoperta della Grotta Azzurra nel 1826 da parte degli artisti tedeschi August Kopisch, poeta, ed Ernst Fries, pittore, che rimasero abbagliati dalla sua bellezza, trasformò Capri in una meta ambitissima del turismo internazionale. Nella Certosa di San Giacomo, la mostra “Il mito di Capri”, curata da Massimo Osanna, direttore generale dei Musei del Ministero della Cultura, e Luca Di Franco, direttore dei musei dell’isola, racconta attraverso dipinti, disegni, libri, antichi reperti e testimonianze d’epoca, la stagione in cui Capri si affermò come luogo d’elezione per artisti e viaggiatori. L’apertura della mostra, con il sindaco di Capri Paolo Falco, e l’assessore alla Cultura del Comune di Anacapri, Manuela Schiano, dà il via alle celebrazioni del bicentenario della riscoperta della Grotta Azzurra, ninfeo marino in età imperiale, oggi magica destinazione nell’immaginario mondiale. Nel servizio le voci di Massimo Osanna, direttore generale dei Musei del Ministero della Cultura, e di Luca di Franco, direttore dei musei e dei parchi archeologici dell’isola di Capri.



















