Fonte: Comunicato Stampa
Pubblico delle grandi occasioni al Centro Caprense Ignazio Cerio per Marco Zurzolo e Simonetta Tancredi seguito dal vernissage “Stratigrafie della Memoria” di Marianna Iozzino
Grande successo di pubblico ieri, domenica 2 agosto, per “Intimate Concert”, il dialogo tra sassofono e pianoforte che ha animato la Piazzetta Ignazio Cerio nella cornice del Centro Caprense. Marco Zurzolo e Simonetta Tancredi hanno guidato il pubblico in un percorso musicale sorprendente per varietà e coerenza, spaziando da Bach a Eccles, dalle colonne sonore di Ennio Morricone a “Una furtiva lagrima” di Donizetti, dal jazz di Chick Corea alle pagine più identitarie della canzone napoletana, tra Pino Daniele e la tradizione partenopea. Non è mancato un brano originale, “Rino”, firmato dallo stesso Zurzolo.
A rendere la serata ancora più coinvolgente è stato il racconto dello stesso Zurzolo, che ha accompagnato il pubblico alla scoperta della storia e del significato di ogni brano in programma, trasformando il concerto in un vero e proprio viaggio narrativo oltre che musicale.
Sassofonista, compositore, direttore e arrangiatore, Zurzolo porta con sé oltre trent’anni di carriera costruita sulla contaminazione tra linguaggi artistici diversi: collaborazioni con Chet Baker, Archie Shepp, Bryan Ferry e Stefano Bollani, colonne sonore per cinema, teatro e televisione, il Premio Qualità del Ministero della Cultura e palchi internazionali come Umbria Jazz, il Festival International de Jazz de Montréal e i Blue Note di New York e Milano.
Al suo fianco, Simonetta Tancredi, pianista napoletana con una formazione poliedrica – pianoforte, clavicembalo, musica d’insieme, direzione di coro e d’orchestra – e dodici anni come Maestro collaboratore al Teatro alla Scala; oggi insegna Musica da Camera al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.
Al termine del concerto, il pubblico ha preso parte all’inaugurazione della mostra “Stratigrafie della memoria” di Marianna Iozzino, a cura di Marina Guida, con un drink al tramonto. Il progetto site-specific, che resterà visitabile al Museo Ignazio Cerio fino al 2 settembre, lega idealmente la pittura contemporanea alle collezioni del museo: quattro grandi tele a olio su lino grezzo e una serie di disegni su carta, concepiti come un’unica costellazione visiva attorno al tema della memoria come processo di sedimentazione e trasformazione continua. Come scrive Marina Guida nel testo critico, il museo viene assunto non come luogo deputato alla conservazione di un passato immobile, ma come “dispositivo capace di generare nuove possibilità immaginative.”
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