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Peppino di Capri, commozione ai funerali: il feretro esce accolto da applausi sulle note de «Il sognatore» (Photogallery)

L'ultimo saluto al grande cantautore caprese Sarà sepolto nel cimitero di Capri

di Redazione
13 Luglio 2026
in News, Photogallery
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Seggiovia Monte Solaro

Fonte: Il Mattino.it

Sarà sepolto nel cimitero di Capri

Peppino di Capri sarà sepolto nella tomba di famiglia nel cimitero di Capri.

L’addio a Peppino di Capri, i successi risuonano in piazzetta

Capri saluta per l’ultima volta il suo artista più iconico, mentre i suoi successi risuonano in piazzetta. Lo fa in un torrido pomeriggio di luglio nella ex cattedrale di Santo Stefano dove per l’abbraccio ai tre figli si ritrovano gli amici di sempre, da Aurelio De Laurentiis (con il figlio Luigi) a Diego Della Valle e Luca Cordero di Montezemolo, gli autori delle sue grandi canzoni, i musicisti che lo hanno accompagnato in tante serate, colleghi come Eugenio Bennato e Pietra Montecorvino, che duettò con Peppino a Sanremo nel 1992, e soprattutto tanta gente comune. C’è il prefetto di Napoli Michele di Bari e l’assessora comunale Chiara Marciani. C’è l’ex moglie Roberta, ispiratrice di uno dei brani più famosi dell’artista. In prima fila tre figli: Igor, Edoardo e Dario. Dietro le sorelle di Peppino con altri famigliari.

Quisisana

«Che cosa ha lasciato oggi Peppino Di Capri? Quel di Capri – dice il prefetto – non è soltanto un nome d’arte, ma è un nome che indica un’appartenenza, una città, un’isola. E lui ha saputo trasformare i confini di questa isola, che sono lambiti dall’acqua, in un affetto che non proviene soltanto da Capri, ma dal mondo. E questo credo sia il più grande lascito che Peppino Di Capri dà a tutti noi. Una lezione soprattutto di vita, di grande affetto, di educazione, di rispetto». «Peppino di Capri – ricorda il parroco don Pasquale Irolla nell’orazione – ha portato e ha innalzato l’isola di Capri in tutto il mondo e in tutto il globo, è riuscito a farsi conoscere, apprezzare, applaudire e ad amare, nella gioia di ciascuno di noi, nella bellezza di vederlo crescere e farci innamorare con le sue canzoni». Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, promette che il suo inno inciso negli anni ’80 verrà rivisitato e riproposto al Maradona nella prima di campionato. «Adesso – dice in chiesa commosso – lo immagino alla corte del Signore con il suo pianoforte e una coppa di champagne». «Ultimamente – dice ai cronisti il figlio Edoardo – mi sono legato al brano ‘Il sognatore’ perché poco prima che morisse gli avevo chiesto qual era la sua canzone preferita delle oltre 500 che aveva inciso, e lui mi ha risposto ‘Il sognatore’. Adesso l’ascolto con orecchie diverse. E’ un pò una sua autobiografia, perché c’è malinconia, però c’è anche eleganza, c’è papà”. «Oggi – ricorda il sindaco di Capri, Paolo Falco – diamo l’addio a un’icona della musica italiana e anche internazionale. E’ un nostro concittadino che ha avuto sempre un legame stretto con la sua isola, non l’ha mai perso, sia lui che la sua famiglia e i suoi figli. La sua arte resta indelebile». Tutti i bar in piazzetta, durante la funzione religiosa, interrompono la loro attività, ritirando sedie e tavolini in segno di lutto. All’uscita dalla chiesa la bara, portata a spalla, è accolta da un lungo applauso. C’è chi piange lacrime sincere e chi, come i tanti turisti di passaggio, guarda incuriosito l’ultimo show del sognatore di Capri.

De Laurentiis, riproporrò il vecchio inno di Peppino di Capri alla prima del Maradona

«Peppino ha fatto un inno negli anni Ottanta del Napoli che io voglio andare a rivisitare per riproporlo anche al Maradona quando ricomincia il campionato». Così il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, nella sua testimonianza al funerale di Peppino di Capri. «Peppino – ha aggiunto il produttore cinematografico – ha fatto due film con noi, ‘A spasso nel tempo’, che lo rappresentava in pieno perché tu non puoi andare a spasso nel tempo senza fermarti alla tappa Peppino di Capri, e ‘Natale col boss’, dove interpretava Peppino di Capri da un lato e un boss malavitoso dall’altro, perché un chirurgo compiacente della camorra aveva cambiato i connotati a questo camorrista con quelli di Peppino. E lì cominciava a diventare un pò più complessa e complicata la recitazione. Ma lui non ha avuto una perplessità, il film è stato un grandissimo successo». «Adesso – ha concluso De Laurentiis rivolgendosi al figlio – immagino tuo padre alla corte del Signore con il suo pianoforte e una coppa di champagne».

Conclusi funerali, feretro esce accolto da applausi su note ‘Il sognatore’

Si sono conclusi i funerali di Peppino di Capri, il cantante scomparso ieri all’età di 86 anni. Ad accogliere il feretro, all’uscita della chiesa, gli applausi delle tante persone che hanno assitito alla cerimonia all’interno e nella piazzetta antistante, dove era stato allestito un maxi schermo. Nell’aria le note de ‘Il sognatore’, uno dei brani più significativi del cantante e pianista, in un’atmosfera carica di emozione.

Parroco, ‘il grande amore di Peppino di Capri è stata la musica’

«Peppino di Capri ha portato e ha innalzato l’isola di Capri in tutto il mondo e in tutto il globo è riuscito a farsi conoscere, apprezzare, applaudire e ad amare, nella gioia di ciascuno di noi, nella bellezza di vederlo crescere e farci innamorare con le sue canzoni». Così don Pasquale Irolla, parroco della ex cattedrale di Santo Stefano, nel corso dell’orazione funebre dedicata a Peppino di Capri. Presenti, tra gli altri, Aurelio De Laurentiis, Diego Della Valle, Luca Cordero di Montezemolo, Eugenio Bennato con Pietra Montecorvino, il prefetto di Napoli Michele di Bari, l’assessora del Comune della città partenopea, Chiara Marciani, i familiari, la ex moglie Roberta. «Dovessi anch’io prendere come dettagli che parlano di lui le canzoni – ha aggiunto il parroco -, prenderei ‘Un grande amore e niente più’. Peppino ha avuto un grande amore e questo grande amore l’ha cantato ed è stata la musica, amore che ci ha fatto innamorare, amore che lo ha spinto a vivere e andare avanti fino alla fine, a cantare, a suonare. Ha cantato l’amore puro, non l’amore disperato, ma l’amore puro che agganciava i cuori di ciascuno di noi e li portava in alto. Quell’amore che in lui ha segnato anche il dolore, effettivamente chi ama soffre, chi vuol bene impara a coniugare il dolore, eppure lo ha sempre cantato l’amore nel suo aspetto più luminoso». «Peppino – ha detto ancora don Pasquale – come artista internazionale, come musicista è stato un sognatore. In questo tempo e nei tempi addietro difficili, dove anche noi facciamo difficoltà a guardare il cielo, a sperare, Peppino è stato un sognatore. Ci ha insegnato a guardare in alto, a cantare, a trasformare in musica le lacrime e le difficoltà della vita e con un battito d’ali ci ha tirato in alto. Le sue canzoni ci rendono leggero forse anche questo addio, rubandoci la tristezza e lasciando nel cuore la nostalgia dei sognatori che non muoiono mai e che sono un indice puntato verso l’infinito, verso l’eternità».

Peppino di Capri: iniziata la cerimonia funebre

Sono iniziati nella chiesa di Santo Stefano, a Capri, i funerali di Peppino Di Capri, il cantante scomparso ieri all’età di 86 anni. Ad accompagnare l’ingresso del feretro in legno chiaro, ricoperto di rose gialle e accolto dalle note dell«Aria sulla quarta corda’ di Johann Sebastian Bach, i figli del cantante. Tra i presenti, nella chiesa gremita, anche il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, il prefetto Michele di Bari e Luca Cordero di Montezemolo. Un maxischermo è stato allestito nella Piazzetta per consentire alle tantissime persone intervenute di seguire la cerimonia funebre. Sull’isola dalle 17 sarà in vigore il lutto cittadino.

Il figlio Edoardo ‘nel Sognatore c’è tutto papà’

«Ultimamente mi sono legato al brano ‘Il sognatore’ perché poco prima che morisse gli avevo chiesto qual era la sua canzone preferita delle oltre 500 che aveva inciso, e lui mi ha risposto ‘Il sognatore’. Adesso l’ascolto con orecchie diverse. E’ un pò una sua autobiografia, perché c’è malinconia, però c’è anche eleganza, c’è papà”. Così Edoardo Faiella, figlio di Peppino di Capri, poco prima dell’uscita del feretro del cantante dalla camera ardente, che ora vi avvia verso l’ex cattedrale dell’isola per i funerali che saranno officiati dal parroco don Pasquale Irolla. Per tutto il pomeriggio nella camera ardente attrezzata nell’aula consiliare del Comune tanta gente comune, cittadini capresi e turisti hanno voluto salutato l’uomo del twist. Tutti i bar in piazzetta hanno interrotto la loro attività, ritirando sedie e tavolini in segno di lutto.

De Laurentiis in chiesa con di Bari

In chiesa, commosso è arrivato anche il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis con il prefetto di Napoli Michele di Bari 

Roberta Stoppa, la prima moglie

«Peppino? Per me è stato tutto. E poi c’è nostro figlio, che è la cosa più belle che abbiamo». Parla con dolcezza Roberta Stoppa, la prima moglie di Peppino di Capri. Sul suo viso non sembra esserci ombra di amarezza: «Perché lui era felice, era nella sua isola, nella sua casa, nella sua camera che amava tantissimo». Roberta, un amore reso eterno grazie alla musica, porta per sempre nel cuore il suo Peppino: «Sono riuscita a vederlo tre giorni fa e questa è la felicità. Il ricordo più bello? Quando la mamma non voleva che ci vedessimo e lui mi comprava le ciliegie e me le lasciava sul muretto per farmele mangiare».

Presenti al funerale

In tantissimi si stanno affrettando sull’isola Azzurra per assistere ai funerali del grande Peppino di Capri. Tra i presenti, insieme a Luca Cordero di Montezemolo e Diego della Valle, c’era anche l’imprenditore della moda Paolo Fiorillo. Presenti insieme con Aurelio De Laurentiis il prefetto Michele di Bari e la famiglia De Paola. C’era anche il cantautore Eugenio Bennato. Toccante il discorso dell’amico Roberto Russo, imprenditore della moda di lusso a Capri.

(Annamaria Boniello da Capri)

Il sindaco di Capri: “Diamo l’addio a chi ha portato l’anima dell’isola in giro per il mondo”

L’ultimo saluto a pochi passi dalla sua piazzetta dove nel dopoguerra tutto era cominciato e un bambino di quattro anni incantava i soldati americani esibendosi al pianoforte: ne avrebbe compiuti 87 il prossimo 27 luglio Giuseppe Faiella, per il mondo Peppino di Capri, una carriera che ha sfiorato i sette decenni, due Sanremo vinti, un record di 15 partecipazioni e il premio dell’Ariston del 2023. Straordinario innovatore della canzone italiana prima ancora di essere un elegante chansonnier, Peppino era malato da tempo. Il sindaco di Capri Paolo Falco proclama il lutto cittadino e ricorda: “Oggi diamo l’addio a chi ha portato l’anima di Capri in giro per il mondo. Mia nonna paterna Elisabeth Rüdorf è stata la sua maestra di pianoforte c’è anche questo legame, lui ricordava sempre che giocava con mio padre” ma “c’è un legame con tutti i cittadini capresi. Capri ha sempre voluto bene a Peppino e viceversa, è uno di noi”.

La fotogallery della camera ardente

Photogallery Capri Press / Giuseppe Rosato

 

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Peppino di Capri, il feretro accolto dagli applausi nella camera ardente

Il feretro di Peppino di Capri, accolto da un lungo applauso, ha raggiunto la sede del Municipio dell’isola dove tra pochi minuti sarà aperta la camera ardente. I volontari della Protezione civile stanno montando, ai margini della piazzetta e vicino alla stazione della funicolare, un megaschermo per permettere ai cittadini di assistere alla funzione religiosa che si svolgerà nella ex cattedrale di Santo Stefano alle ore 17. Alcuni altoparlanti in piazzetta stanno diffondendo, a volume moderato, i successi del cantante.

Aperta la camera ardente in piazzetta

E’ stata aperta intorno alle 13 la camera ardente di Peppino di Capri nel palazzo comunale, in tantissimi si stanno recando a rendergli omaggio. Presenti i figli del cantautore scomparso ieri a 86 anni.

Peppino di Capri: per la Treccani è stato il ‘senatore evergreen’ della canzone italiana

Per l’Enciclopedia della Musica Contemporanea Treccani Giuseppe Faiella, in arte Peppino di Capri, va considerato «il senatore evergreen della canzone italiana», «anello di congiunzione nel rinnovamento della canzone napoletana tra Renato Carosone e Pino Daniele, capace di attraversare i decenni le mode, gli stili, i gusti e i pubblici». Nato in una famiglia di musicisti, già all’età di quattro anni iniziò a suonare il pianoforte per poi dedicarsi al genere rock. A soli diciotto anni pubblicò nel 1958 i primi 45 giri, un esordio come risposta italiana a Buddy Holly, soprattutto nel look con gli occhialoni, ricorda la Treccani nella voce biografica a lui dedicata. A Peppino di Capri si deve la modernizzazione della canzone napoletana, alla quale diede un “nuovo vestito” marchiato dalla sua vocalità nasale, e il lancio del twist in Italia con Let’s twist again, e St. Tropez Twist, seguiti da altri grandi successi come Don’t Play that song, presente nella colonna sonora del film Il Sorpasso di Dino Risi. Fu anche supporter dei Beatles nella loro unica tournée italiana. Con 35 milioni di dischi venduti e grandi successi quali Champagne e Il Sognatore, la canzone in cui si riconobbe di più, Peppino Di Capri si è meritato il premio alla carriera attribuitogli dal teatro Ariston.

Prec.

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