Fonte: Il Mattino
di Antonino Pane
«I nostri sono stabilimenti simbolo di Capri. Faremo di tutto perché restino in mani capresi, nelle nostre mani». Ilaria lacono, con la sorella Chiara e il fratello Luigi, sono gli eredi di due delle perle più luminose che affacciano sul mare di Capri, la Canzone del Mare e Luigi ai Faraglioni. Come state vivendo questa storia delle gare? La vostra famiglia è sul campo dal 1932. «Guardi, siamo sereni. Sappiamo quanto lavoro abbiamo investito in questi due luoghi, dal mio bisnonno Luigi, un umile pescatore che per primo capì la potenzialità di quegli scogli di fronte ai Faraglioni. Da allora, con una alternanza di nomi tra Luigi e Mario, è sempre stata la nostra famiglia a lavorare per rendere sempre più attraenti questi posti per gli ospiti di Capri». E ci siete riusciti. I vostri stabilimenti sono icone della Capri lussuosa.
«Noi cerchiamo in tutti i modo di far stare bene i nostri clienti. E devo dire che ci riusciamo: abbiamo clienti che sono i pronipoti dei primi nostri clienti. Chi ha una casa a Capri difficilmente rinuncia alla Canzone del Mare così come gli ospiti dei grandi alberghi a cinque stelle difficilmente rinunciano a Luigi ai Faraglioni». Sono due location diverse anche dal punto di vista della disciplina delle concessioni.
«Certo, si tratta di due situazioni diverse. La Canzone del Mare è di nostra proprietà, l’area demaniale è molto piccola, in pratica la scarica di scogli sul mare; Luigi ai Faraglioni, invece, è uno stabilimento tutto in area demaniale. Entrambe le location, comunque, sono roccaforti storiche dell’accoglienza caprese». Comunque si tratta di strutture diverse. «Guardi le rispondo con la definizione che è sul nostro sito e che racchiude completamente il nostro pensiero. Le due strutture sono diverse tra loro, eppure i tre fratelli agiscono come un unico team, definendosi “a family along Capri Coast”. Se Da Luigi è rinomato per la sua posizione – si può toccare il Faraglione di Terra – e per essere un luogo verace assurto a punto di ritrovo di intellettuali e scrittori, La Canzone del Mare è celebre per la sua piscina le cui linee ricalcano il profilo dell’isola di Capri, risultando incastonata in una delle cartoline più famose al mondo, con le sue terrazze e i due accessi: il pontile privato e l’ingresso auto». Questo significa, allora, che ci saranno procedure di gara diverse? «Credo di sì, ma le pratiche sono
in mano ai nostri avvocati che stanno seguendo passo dopo passo la vicenda. Insieme ai miei fratelli e a mia madre abbiamo dato un solo mandato, difendere dagli assalti esterni questi luoghi che sono capresi e tali devono rimanere». Torniamo alla storia di questi posti. E in particolare al 1932. «Anche questa è spiegata benissimo sul nostro sito. “Nel 1932 il principe Umberto di Savoia – che anni dopo diverrà re Umberto II – si trovava nei pressi dei Faraglioni quando si ritrovò gli aculei di un riccio conficcati nel piede: fu soccorso da Luigi Albanese
che, in quell’area, si occupava di friggere il pesce per i bagnanti della zona. Per riconoscenza, il principe si premurò di conferire a Luigi la tanto desiderata licenza di ristoratore, fino a quel momento mai ottenuta. Così, nacque Da Luigi ai Faraglioni: il legame con la famiglia reale è continuato con l’attestato di eccellenza italiana conferito nel 2019 da Emanuele Filiberto di Savoia il quale, l’anno successivo, ha consegnato il medesimo riconoscimento a La Canzone del Mare. Quest’ultima, voluta dalla cantante e attrice inglese Gracie Fields, è fin dagli anni Cinquanta il simbolo dell’estate caprese. Nel 1976 la cantante ha dato in gestione il ristorante del beach club a Luigi Iacono,
nostro papà, nipote di Luigi Albanese: dopo la morte di Gracie, nel 1979, Luigi ha deciso di acquistare l’intero complesso».


















