Fonte: Il Mattino.it
di Anna Maria Boniello
La Piedigrotta Tiberiana apre la stagione autunnale sull’isola azzurra, una festa che vanta più di un secolo di vita e coinvolge nell’organizzazione tutti gli abitanti della contrada più alta del comune di Capri che nel 1920 si riunirono in un comitato che tra la notte del 7 e 8 settembre, data di nascita della Madonna, per organizzare la sagra popolare che accumula non solo gli abitanti di Tiberio («timberiani») ma anche quei turisti, un tempo chiamati villeggianti, che ancora oggi trascorrono l’estate sull’isola e restano in settembre, prolungando le loro vacanze proprio per partecipare a questo evento tradizionale dedicato al culto religioso, alla buona tavola, al folklore e a Tiberio da cui prende il nome la zona. E già dagli anni 20′ nella notte tra il 7 e 8 settembre, dopo l’imbrunire, si aprono i cancelli
delle ville, le porte delle case di Tiberio e i proprietari accolgono chiunque abbia voglia di avvicinarsi alla cucina tipica del luogo. Un’ospitalità e una cucina particolare erano offerti agli ospiti come se fossero vecchi amici, mentre ai bordi delle tortuose stradine che portano in alto, dove Tiberio si fece costruire la sua domus più grande, ci si può fermare ai tipici banchetti che il comitato della festa tiberiana espone prodotti che vengono coltivati o creati nel luogo più particolare dell’isola. E quest’anno il Comitato a cui partecipano molti giovani del luogo quasi completamente rinnovato, è presieduto dall’Assessore alle Politiche Giovanili Salvatore Ciuccio che lavora gomito a gomito con loro per rendere la serata di festa più particolare ed attraente, per riportare in vita le tradizioni locali che vanno man mano scomparendo. Infatti – ha sottolineato Ciuccio quest’anno nella continuità della tradizione caprese e tiberiana, saranno esaltati prodotti gastronomici tipici e lo spettacolo sarà all’insegna della capresità e della comicità napoletana. La serata sarà aperta da giovani talenti isolani che si esibiranno sul palco allestito sotto i ruderi imperiali, con loro brani inediti. Il menu del percorso enogastronomico (tutto e rigorosamente cucinato dalle massaie di Tiberio), anche quest’anno e ricco di piatti tipici. Dalla parmigiana di melanzane colte negli orti di casa, ai piatti di bucatini conditi con sugo di coniglio innaffiati da un buon bicchiere chiamato Il Nettare di Tiberio, cioè un bicchiere di vino prodotto negli orti-vigneti che circondavano le rustiche casette tiberiane di un tempo. Mancano le lumache, ovvero le «maruzze», tipico piatto che si mangiava in occasione di Santa Maria dopo le prime piogge, orgoglio della cucina tiberiana, che da alcuni anni e impossibile
consumare per i regolamenti igienico-sanitari. E come da tradizione la conduzione della serata dedicata a Santa Maria è stata affidata al maestro Enzo Calabrese, figura imprescindibile d’artista che con la sua presenza dona una marcia in più all’evento legato alla tradizione, alla cultura del posto, all’ospitalità e all’amicizia, alla buona tavola e quindi la sua voce e le sue canzoni saranno gli elementi necessari a rendere ancora più magica a Monte Tiberio la sua Piedigrotta.




















