Fonte: Il Mattino.it
di Mariano Della Corte
Capri. Fino al 25 settembre 2026, il Belvedere di Tragara, uno dei punti panoramici più iconici del mondo, si trasforma in un museo a cielo aperto. La mostra pubblica “Delphis”, presentata da Plan X Gallery con il supporto del Comune di Capri, mette in dialogo le sculture monumentali di Giuseppe Lo Schiavo, l’archetipo del mito e le urgenze ecologiche del nostro tempo. C’è un filo invisibile che unisce la profondità del mito classico alle ferite del nostro presente, e quest’estate trova il suo palcoscenico ideale in uno dei luoghi più suggestivi del pianeta. Fino al 25 settembre, chi percorre la passeggiata panoramica di Capri fino al celebre Belvedere di Tragara si troverà di fronte a un’apparizione inattesa: tre sculture in bronzo, sospese tra il blu del cielo e le acque del Mediterraneo, che sembrano emergere direttamente dalla roccia e dalla memoria del luogo. È Delphis, l’ultima installazione pubblica dell’artista internazionale Giuseppe Lo Schiavo. Non è la prima volta che Capri accoglie la grande arte, ma la scelta del Belvedere di Tragara come sede espositiva per Delphis eleva il concetto di installazione pubblica a un livello superiore. Tragara non è semplicemente un punto panoramico; è un archetipo visivo, un luogo dell’anima dove lo sguardo abbraccia in un solo istante la maestosità millenaria dei Faraglioni e la vastità dell’orizzonte. Storico rifugio di poeti, scrittori ed esteti di ogni epoca — da legami letterari a ispirazioni artistiche —, questo belvedere si riconferma oggi come uno spazio d’eccellenza per il contemporaneo. Qui, lo spazio pubblico smette di essere un mero fondale da cartolina per farsi co-protagonista dell’opera. L’orizzonte aperto e la natura scoscesa dell’isola entrano in risonanza con il bronzo, amplificando il messaggio dell’artista e dimostrando come Capri sappia accogliere la modernità senza scalfire la sua sacralità senza tempo. Giuseppe Lo Schiavo, artista noto per la sua ricerca che unisce tradizione, performance e sensibilità contemporanea, ha concepito quest’opera partendo da un autentico “miracolo” rituale. Delphis nasce infatti come ideale prosecuzione di Rotta, un’installazione video presentata dall’artista a Palazzo Vecchio, a Firenze, nel marzo 2026, e dedicata al dramma delle migrazioni nel Mediterraneo contemporaneo. Il cuore di quel progetto risiede in un gesto simbolico compiuto in mare aperto il 10 dicembre 2025: a dieci miglia dalla Costa degli Dei, in Calabria, una testa di Apollo è stata affidata alle acque durante una cerimonia solenne, accompagnata dalle note della Banda di Pizzo Calabro. In quel preciso istante, un gruppo di delfini è emerso dalle profondità, nuotando accanto alle imbarcazioni e scortando il rito fino alla fine. Quella presenza inaspettata è diventata l’immagine generatrice per Lo Schiavo. Nella tradizione greca, infatti, Apollo è anche il dio che può manifestarsi sotto forma di cetaceo — delphis, appunto. Le tre sculture in bronzo esposte a Capri sono modellate su quei compagni di viaggio improvvisati, trasformandoli in figure simboliche sospese tra l’esperienza vissuta e l’antico mito divinatorio. La vera potenza di Delphis risiede nel cortocircuito visivo che si genera nell’osservatore. Da lontano, i corpi dei tre delfini appaiono integri, eleganti, classici, fusi in una materia — il bronzo — che sfida lo scorrere del tempo. Avvicinandosi, tuttavia, l’illusione monumentale si infrange: la superficie bronzea si rivela costellata di incisioni, tagli profondi e segni di vulnerabilità fisica. I delfini si spogliano così della loro aura puramente decorativa per diventare sentinelle biologiche. Portano impressi sulla propria pelle i traumi dell’ambiente che abitano: un Mediterraneo che non è solo una splendida cartolina turistica o un teatro mitologico, ma un corpo vivente e ferito, attraversato da migrazioni, inquinamento, danno ambientale e quotidiana lotta per la sopravvivenza. La bellezza della forma lascia emergere una condizione più fragile e urgente, costringendo lo spettatore a un’allerta etica proprio mentre si trova immerso nella massima espressione della bellezza estetica. Visitare il Belvedere di Tragara durante i mesi estivi significa concedersi un’esperienza contemplativa totale. Al tramonto, quando la luce si fa calda sulla superficie dei Faraglioni e le ombre delle sculture si allungano verso l’orizzonte, Delphis offre un momento di riflessione profonda sul nostro ruolo di custodi del pianeta. L’installazione di Giuseppe Lo Schiavo, curata e presentata da Plan X Gallery con il patrocinio del Comune di Capri, è un appuntamento imperdibile per i viaggiatori e gli amanti dell’arte. Un’opera che rimarrà impressa negli occhi di chi visita l’isola.



















