Fonte: Metropolis
di Marco Milano
A Capri si paventa la perdita di lavoro per diciotto persone. E’ stata, infatti, avviata la procedura di licenziamento collettivo per un numero di diciotto tra lavoratrici e lavoratori, su un totale di quarantadue unità, della Società per Imprese Pubbliche e Private in Ischia e Capri che sul territorio isolano si occupa di erogazione del servizio di produzione (come backup della società “Terna”), trasporto e distribuzione dell’energia elettrica per l’isola azzurra. “Una scelta che non può essere vista come semplice riorganizzazione – hanno sottoscritto le segreterie regionali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil che in una nota hanno dato notizia dell’avvio della procedura – ma che configura un pesante ridimensionamento occupazionale con ricadute dirette non solo sui lavoratori coinvolti e sulle loro famiglie, ma sull’intero sistema dei servizi dell’isola”. I sindacati confederali hanno rivolto per questo un appello alle istituzioni, Regione Campania, Prefettura di Napoli, comuni di Capri e Anacapri, “affinché intervengano con urgenza per evitare una crisi occupazionale e sociale che il territorio non può permettersi”. Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil nel loro documento hanno chiesto il ritiro immediato della procedura di licenziamento collettivo e “l’apertura urgente di un tavolo di confronto con azienda e istituzioni, la tutela di tutti i livelli occupazionali e garanzie concrete sulla continuità e sicurezza del servizio elettrico”. Secondo quanto messo in luce nella missiva a firma congiunta da parte delle tre sigle sindacali “non è accettabile che quasi metà dell’organico venga cancellata senza un piano condiviso e senza valutare soluzioni alternative. In gioco non ci sono solo posti di lavoro, ma un servizio fondamentale per l’intera comunità”. Nell’annunciare massima attenzione sull’evolversi della vicenda i sindacati dicono che “l’isola di Capri non può pagare il prezzo di scelte aziendali sbagliate”. E a tutela dei lavoratori, ma anche di cittadini, imprese e attività turistiche è stato ricordato a gran voce e messo nero su bianco che la società deve assumersi le proprie responsabilità e che “i servizi essenziali non si smantellano e Capri non si tocca”.


















