Fonte: Metropolis
di Marco Milano
CAPRI – “L’isola di Capri è anche luogo di Umanità e di Nuovo Umanesimo, che tende alla sapiente armonizzazione dell’antico e del nuovo, del materiale e dello spirituale, dell’umano e del divino”. A ricordarlo è Raffaele Vacca deus ex machina del Premio Capri S.Michele sottolineando che anche nell’isola azzurra sono stati discussi alcuni dei temi principali della prima enciclica di Leone XIV e ricordando che “il termine umanità (espresso in latino nel Manifesto della bellezza di Capri che, nel 1922, accompagnò l’invito al Convegno del Paesaggio) è stato proposto e continuamente riproposto all’isola ed a coloro che l’ammirano e l’amano dalle varie attività culturali iniziate nella chiesa di San Michele in Anacapri”.
L’enciclica del Papa sarà promulgata e presentata in Vaticano domani mattina ed è intitolata, appunto, Magnifica Humanitas. “Fra i temi principali ci sono l’Umanità ed il Nuovo Umanesimo – spiega Raffaele Vacca – ai quali furono dedicati gli Incontri di studio, promossi dal Premio Capri-S. Michele, che si svolsero, nel salone superiore della Torre Aragonese in Anacapri, dal febbraio all’agosto del 2015”. Gli incontri sono stati presieduti da Raffaele Vacca con la partecipazione di Altea Cinque, Anna Mazzarella, Daniela Dodet, Eulalia Russo, Fabiola Vacca, Franco Guarracino, Maria Ruocco, Marilena Cappiello, Maria Rosaria Catuogno, Teresa Gentile. Le relazioni e le discussioni furono poi sintetizzate da Raffaele Vacca in un piccolo volume “Umanità e Nuovo Umanesimo”, per le edizioni Marcianum Press di Venezia. Era il 2016 e si parlava ancora poco dell’Intelligenza Artificiale. “Dopo la premessa, che esprime la necessità di essere uomini responsabili ed il valore delle cose veramente nuove e belle – aggiunge Raffaele Vacca – il volumetto si sofferma sul concetto e sulla storia dell’Umanesimo, sulla globalizzazione e la frantumazione, sulle virtù, su se è ancora possibile l’armonia tra uomo e natura, sulla persona e sulla comunità, su tre ostacoli al Nuovo Umanesimo che sono la spettacolarizzazione culturale, il dominio del monologo, la mancanza di spiritualità, e sulla situazione del Cristianesimo. Il volumetto rivela anche che l’isola di Capri è luogo di una sua propria cultura che, nella conoscenza del passato, sa osservare attentamente il presente, essendo anche profetica”.


















