Fonte: Metropolis
di Marco Milano
“Al porto di Sorrento qualcosa si muove, a Capri ancora nulla”. Operatori turistici e addetti ai lavori si interrogano a poco dal termine della stagione 2026 che, complice il ritorno di un meteo favorevole, che in queste ore accompagnerà ad un ottobre ancora foriero di migliaia di sbarchi quotidiani, continua a basarsi su uno scalo portuale ormai inadeguato. I numeri di arrivi e partenze che ogni giorno si registrano sull’isola azzurra, infatti, hanno da tempo sollecitato la necessità di mettere mano, con urgenza e immediatezza, ad una serie di interventi strutturali almeno per rendere il porto di Capri capace di offrire un’accoglienza sufficientemente adeguata a chi sceglie di fare rotta verso l’isola azzurra. E se in penisola almeno qualcosa si inizia a pensare per lo scalo di Marina Piccola e le strade di collegamento, si immagina come possa essere il movimento portuale proiettato verso il futuro, a Capri, invece, come sottolineato da chi opera quotidianamente a Marina Grande, per la struttura portuale che ha “festeggiato” ormai i suoi primi cento anni, non si ha ancora certezza di quando si presenterà agli occhi dei visitatori con un “look” adeguato ai tempi. Un porto costruito il secolo scorso, infatti, non è pensato per i flussi odierni, in cento anni di storia turistica molto è cambiato sia in termini di numeri di passeggeri che sbarcano a Capri, che di tipologia di navigli che vi transitano. E se ancora non è chiaro cosa vuol fare l’isola di Tiberio per gli anni a venire e se vuole essere, come amano dire nel mondo degli storici, esperti e studiosi capresi “un’isola con un porto o un porto con un’isola”, resta sicuramente di grande urgenza la necessità di sistemare il manto stradale che in vari punti è dissestato e in altri è fatto di lastre di ferro che vennero messe provvisoriamente negli anni scorsi e che, invece, sono ancora presenti sulla medesima pavimentazione rappresentando un pericolo evidente, considerando che non sono completamente “a raso” con il resto della striscia portuale, e quindi sono un trabocchetto vero e proprio, con inciampo quotidiano, da parte di ignari e distratti passeggeri. All’ordine del giorno, inoltre, le coperture, assenti per gran parte del porto e invece necessarie più che mai, come dimostrato da una stagione particolarmente afosa e assolata, ma anche dalle improvvise e violente piogge dei giorni scorsi.


















