Fonte: Metropolis
di Marco Milano
A Capri un riconoscimento in memoria del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del suo forte legame con l’isola. Domani mattina il sindaco di Capri Paolo Falco consegnerà nella sala consiliare del palazzo municipale che apre le sue finestre sul salotto del mondo un simbolo di riconoscenza a Giulio Napolitano, figlio del presidente Giorgio. L’occasione è stata data dalla rassegna “Incontri con l’autore 2026” organizzata e ospitata dalla Fondazione Serena Messanelli Zweig, il centro culturale a pochi passi dalla piazzetta e che vedrà domani pomeriggio la presentazione del libro “Il mondo sulle spalle” (Mondadori), scritto, appunto da Giulio Napolitano. Un appuntamento per il quale interverranno a Capri insieme all’autore, l’europarlamentare Lucia Annunziata, parlamentare europea, e il giudice costituzionale Maria Alessandra Sandulli. Nel libro che verrà presentato domani a Capri, alla Fondazione Serena Messanelli Zweig, Giulio Napolitano racconta, appunto, del peso che il padre Giorgio ha spesso sentito su di sé nel corso di una lunga vita politica fatta di battaglie appassionate, cause giuste e sbagliate, strade nuove da esplorare, un senso di responsabilità avvertito ancora più intensamente quando divenne presidente della Repubblica, carica alla quale fu poi rieletto per un secondo mandato. È attraverso lo sguardo del figlio che il libro entra nella casa di Monteverde dell’infanzia, condivisa con la madre Clio e il fratello maggiore Giovanni, nei corridoi di Botteghe Oscure, nell’appartamento al rione Monti, fino alle stanze di Montecitorio e del Quirinale. E non poteva mancare Capri come “cornice” di un libro che ripercorre la vita di Giorgio Napolitano che sull’isola azzurra era legato a doppio filo e dove ha soggiornato spesso, venendo anche nelle vesti di presidente della Repubblica. In una di queste occasioni il presidente Napolitano, sbarcando a Capri indossava sotto gli abiti istituzionali un paio di comode sneakers, un’immagine che fece il giro del mondo e che narrò in una sola istantanea la sua capacità di essere straordinariamente “normale” nel suo ruolo di più importante istituzione italiana e il suo essere in qualche modo, “un caprese”.


















