Fonte: Metropolis
di Marco Milano
Sorrento e Capri inizia l’estate, la “prova del nove” dell’accoglienza turistica si gioca sui porti. I moli di approdo, rispettivamente di Marina Piccola e Marina Grande, sui quali sbarcano e dai quali imbarcano ogni giorno migliaia di turisti, italiani e stranieri hanno necessità di restyling e di un ripensamento generale. Gli scali portuali, infatti, sono quelli di “ieri” ma con i flussi di “oggi”. A Sorrento, per esempio, gli operatori segnalano quotidianamente la difficoltà dello sbarco dei mezzi che di buon mattino scendono dai navigli in arrivo sulla penisola e incontrano in senso opposto le prime comitive che ignare che il porto sorrentino sia accessibile ai veicoli ciondolano con assoluta tranquillità alla ricerca di un selfie pre-partenza e rischiano, invece, di provocare incidenti e in ogni caso rallentano quello che dovrebbe essere un rapido deflusso per imboccare la strada carrozzabile che porta al centro di Sorrento per poi prendere le vie provinciali di uscita che conducono alle località “successive” sulla linea Sorrento-Castellammare di Stabia in particolare. E non va meglio quando gli automezzi che erano partiti alle prime luci dell’alba per portare derrate alimentari e rifornimenti a Capri fanno ritorno in penisola all’ora di pranzo e devono affrontare chicane umane per evitare di fare incidenti sullo stretto porto sorrentino dove contemporaneamente ci sono turisti che partono ancora alla volta dell’isola o per un tour via mare. L’afa torrida, poi, non agevola in questo senso una corretta circolazione in sicurezza e il rischio incidenti è dietro l’angolo, con l’estate appena iniziata e i flussi turistici in costante aumento ancor di più. E non va meglio a Capri, dove il porto è lo stesso praticamente da un secolo ma a differenza di cento anni fa registra un movimento di persone che si è a dir poco decuplicato e non può più reggere un viavai corretto e in sicurezza in quella stretta striscia. In varie fasce orarie si sovrappongono arrivi e partenze e il porto commerciale di Marina Grande sull’isola azzurra letteralmente scoppia di persone che si muovono in doppio senso di marcia, tra gomitate, resse, turisti che litigano tra loro e che alzano la voce. Non è questo un biglietto da visita in linea con lo straordinario fascino, invece, di una Capri che, probabilmente nonostante i suoi problemi si presenta in condizioni decisamente migliori quando, poi, i turisti arrivano al centro e nelle zone alte. In quest’ultimo caso, addirittura, c’è ancora l’isola vera, quella conosciuta per la sua bellezza unita ad un magico effetto “slow” che lascia sognare ad occhi aperti. Ma il tutto soltanto dopo aver affrontato l’odissea del porto di Capri, tra manto stradale dissestato, assenza di tendine parasole, mancanza di una suddivisione dei due sensi di marcia per i quali ci si fa largo strattonando. Sorrento e Capri, due magiche perle, due località dalle bellezze mozzafiato, ma i porti necessitano urgentemente di progetti che possano disegnarli in una chiave moderna e adeguata all’attuale movimentazione dei flussi, come chiesto da più parti, dagli operatori turistici e dagli addetti ai lavori.


















