Fonte: Il Mattino.it
di Anna Maria Boniello
Esistono legami che superano i confini regionali
Esistono legami che superano i confini regionali, ma pochi hanno la solidità millenaria delle radici di un olivo. Sabato 11 aprile 2026, il borgo di Moscufo ha scritto una pagina storica, siglando un gemellaggio d’eccezione con Anacapri che va ben oltre la semplice collaborazione istituzionale. Il cuore pulsante dell’incontro, svoltosi presso l’Auditorium “Frantoio delle Idee”, è stata infatti la celebrazione di una “fratellanza genetica” rivelata ufficialmente dalla scienza. Grazie agli studi condotti dai ricercatori del CNR-IBBR di Perugia, rappresentati dai dottori Roberto Mariotti e Soraya Mousavi, è stato dimostrato che la cultivar “La Dritta”, simbolo dell’olivicoltura moscufese, condivide lo stesso identico DNA della “Minucciola”, la varietà che caratterizza gli olivi secolari di Anacapri. Questa scoperta rivoluzionaria ha trasformato il dibattito tecnico in una riflessione profonda sull’identità e sulla tutela del paesaggio, evidenziando come la cura della terra possa trasformarsi in un potente motore di sviluppo turistico e sociale per entrambe le comunità. Il convegno, moderato con competenza dalla dottoressa Sabrina De Luca, ha visto alternarsi voci autorevoli del mondo scientifico e associativo in un dialogo serrato e proficuo. Il coordinatore dell’Associazione L’Oro di Capri, Carlo Alessandro Lelj Garolla, insieme al vicepresidente Vincenzo Torelli, si è confrontato con esperti del calibro della biologa Eugenia Cerasoli e del Cavaliere Silvano Ferri, esplorando le prospettive economiche legate alla valorizzazione degli oli di eccellenza. Durante i lavori è emersa con forza la necessità di proteggere questo immenso patrimonio di biodiversità dalle sfide poste dai cambiamenti climatici, un tema cruciale che i relatori del CNR si sono impegnati ad approfondire in un prossimo incontro dedicato specificamente alla resilienza della Dritta. Il confronto ha coinvolto anche realtà prestigiose come l’Istituto De Cecco, Slow Food Vestina, l’Associazione Nazionale Città dell’Olio e il Consorzio di Tutela DOP, delineando una strategia comune che unisce storia, tradizioni e moderne pratiche agronomiche scandite dalla stagionalità del Mediterraneo. L’esperienza teorica si è poi tradotta in emozione sensoriale durante lo show cooking presso il ristorante Il Nuovo Casereccio, dove l’integrazione culturale è passata attraverso il palato. In un’alternanza di gesti e sapori, lo chef del rinomato ristorante Columbus di Anacapri e lo chef del Nuovo Casereccio hanno esaltato le sfumature organolettiche degli oli prodotti dalle due associazioni. Piatti iconici come i Ravioli Capresi e l’originale gelato ai due oli hanno rappresentato il perfetto connubio tra la DOP Aprutino pescarese e l’extravergine biologico di Anacapri, offrendo ai presenti una testimonianza concreta di come l’olio EVO di qualità estrema possa elevare la tradizione culinaria. La giornata si è infine conclusa in un’atmosfera di grande suggestione artistica grazie al tributo della Filarmonica di Moscufo. Il gran concerto finale, arricchito dalla voce del soprano Manuela Navelli e incentrato sul repertorio della musica classica napoletana, ha suggellato in note un’unione che promette di durare nel tempo, rendendo le comunità più consapevoli del valore inestimabile della propria terra e delle straordinarie potenzialità culturali che scaturiscono da questa inedita sinergia tra la terra d’Abruzzo e il mare di Capri.

















