Fonte: Il Mattino.it
di Alessandra Del Prete
Una serie televisiva in sei puntate racconta la Capri che resiste oltre gli stereotipi del lusso: dal 16 dicembre il viaggio nella “capresità” che rischia di scomparire
C’è un momento, nella vita di ogni luogo diventato leggenda, in cui il mito rischia di divorare la realtà. Capri, l’isola che ha sedotto imperatori romani e divi di Hollywood, si è ritrovata intrappolata nella propria fama. Il suo nome evoca yacht e boutique esclusive, ma cosa rimane dell’anima vera di questo meraviglioso scoglio nel Golfo? La risposta è arrivata questa mattina nella sala Pollio, dove il Comune e Gambero Rosso hanno presentato “L’Altra Capri – Sapori Autentici”, una serie televisiva che racconta l’isola oltre gli stereotipi: quella che vive nelle case, nelle botteghe, nei sentieri dimenticati. “Capri è diventata un brand”, ha detto il sindaco di Capri Paolo Falco. “Dai detersivi alla Ford Capri, dalle candele ai marchi internazionali. Ma tutto questo non svela la vera anima dell’isola”. Le sue parole tracciano un paradosso: essere così conosciuti da rischiare di scomparire come comunità, come luogo con un’identità propria. È questo il cuore del progetto: ritrovare la “capresità”, come l’ha definita l’assessore ai Grandi Eventi Salvatore Ciuccio. Le ricette tramandate, il dialetto nei vicoli, le feste popolari, il sapere artigiano. “Negli anni abbiamo rischiato di perderla, anche nel settore culinario, attratti da chef stellati. Ma chi viene a Capri vuole conoscere i prodotti tipici capresi, non una cucina slegata dal territorio”. La serie che andrà in onda dal 16 dicembre sui canali Gambero Rosso è strutturata in sei episodi tematici. Le telecamere sono entrate nelle cucine dove le anziane signore impastano come cent’anni fa, hanno percorso sentieri sconosciuti ai turisti, hanno raccolto storie di famiglie che custodiscono tradizioni. “Siamo stati conquistati dalla comunità caprese, dal calore umano e dalla bellezza di questi luoghi millenari meno conosciuti”, ha spiegato Serena Maggiulli Business Development & Special Project Gambero Rosso. Durante la presentazione, l’assessore Ciuccio ha ricordato “la signora Lina”, recentemente scomparsa, sostenitrice del progetto. “La vedrete in una delle puntate”. Quel riferimento ha reso tangibile il senso dell’operazione: documentare un mondo fatto di volti e voci reali, prima che sia troppo tardi. L’amministrazione comunale ha rilanciato feste storiche come la Piedigrotta Tiberiana, San Sebastiano e Santa Teresa, con forte partecipazione locale. “Le famiglie capresi devono tramandare la capresità alle nuove generazioni”, ha detto Falco. “Altrimenti tra due generazioni Capri rischia di diventare solo un contenitore vuoto”. Il neonato Polo Museale di Capri partecipa a questa rinascita. Il direttore Luca Di Franco ha parlato di rendere luoghi come la Certosa di San Giacomo e Villa Jovis veri centri culturali viventi. “La Certosa deve diventare un luogo da vivere”, con progetti per una biblioteca e spazi di mediazione culturale. Nella stessa presentazione si è parlato di cucina tradizionale e musei, di sentieri nascosti e archeologia romana. Perché Capri è un ecosistema culturale complesso dove la storia millenaria si intreccia con la vita quotidiana, dove un piatto di totani ripieni racconta tanto quanto le rovine imperiali. La serie andrà in onda dal 16 dicembre alle 21 su Sky (canali 133 e 415), Digitale Terrestre (257) e sulla piattaforma gamberorosso.tv. Ogni puntata sarà replicata sei volte fino a marzo-aprile. Da marzo partiranno anche una miniserie YouTube e attività social. Il progetto rientra nell’iniziativa “Io giro Ischia e Capri”, che mira a un gemellaggio culturale tra le due isole del Golfo e a una fruizione più distribuita nell’anno. Tra i partner c’è il Porto Turistico di Capri. L’incontro si è concluso con una degustazione dello chef Marco Russo, piatti ispirati ai temi della serie accompagnati dai vini del Consorzio Tutela Vini del Vesuvio. Un’esperienza che traduceva in sapori il messaggio: l’autenticità ha un gusto preciso, inconfondibile. “Senza tradizione non c’è innovazione”, ha detto Maggiulli. A Capri questa frase assume un significato urgente. Quando un luogo perde la memoria di sé stesso, può ancora esistere geograficamente, ma diventa un simulacro. Falco lo ha espresso chiaramente: “Il vero problema è che abbiamo dimenticato di essere una comunità. Se non recuperiamo questo senso di appartenenza, non avremo nulla da promuovere”. “L’Altra Capri” non è solo una serie TV, ma un punto di partenza. Questa è la prima edizione, ce ne saranno altre con nuovi protagonisti. L’obiettivo è costruire un percorso che diventi patrimonio delle nuove generazioni, un modo per i giovani capresi di riconoscersi nella propria isola e volerla preservare. L’isola vera è ancora lì. Basta saperla guardare, oltre la folla. Basta volerla ascoltare, nelle voci di chi la abita ogni giorno. E forse Capri può ritrovare non solo la sua identità, ma anche un nuovo modo di offrirla al mondo: non come merce da consumare, ma come patrimonio da rispettare.



















