Fonte: Comunicato Stampa – Città di Capri
Restare per il futuro: coltivare la cura oltre i confini
Esistono esperienze che segnano profondamente il nostro cammino, ma che possono trasformarsi in solchi pronti ad accogliere nuovi semi. L’Associazione “Cecilia per la Ricerca” è nata esattamente così: dal desiderio di dare una forma generativa all’assenza, trasformando il vissuto del limite in una spinta verso l’altro. Se la storia di Cecilia ci ha mostrato la fragilità dei percorsi oncologici, la nostra volontà oggi è quella di offrire strumenti di cura più precisi e gesti di assistenza più vicini a chi affronta questi sentieri. Crediamo che la dedizione e la conoscenza non debbano avere confini, perché la cura è un linguaggio universale che si nutre di sinergia e solidarietà. È con questa consapevolezza che abbiamo scelto di abbracciare il progetto di cooperazione internazionale promosso dal Dott. Giacomo Sarzo. Non si tratta di una presenza temporanea, ma di un incontro tra saperi, di un patto di crescita comune. “Restare per il futuro” significa, per noi, superare l’intervento di emergenza per coltivare una guarigione duratura. Sostenere lo sviluppo della chirurgia mini-invasiva a Mekelle, in Etiopia, non vuol dire solo prendersi cura dei pazienti di oggi, ma accompagnare i medici locali nel loro percorso di autonomia, affinché possano proteggere le generazioni di domani. Significa tessere una rete di competenze che restano e tecnologie che mettono radici. Attraverso questo cammino formativo — che unisce l’eccellenza accademica di Padova alla realtà clinica dell’Ospedale Ayder — l’Associazione Cecilia per la Ricerca ribadisce il suo impegno: onorare una memoria attraverso la vita che fiorisce, ovunque essa cerchi luce.


















