Fonte: Metropolis
di Marco Milano
Odissea sulle vie del mare per Capri. Ieri mattina è andata in scena una nuova puntata delle avventure alle quali sono sottoposti i lavoratori pendolari che si recano sull’isola azzurra. Il naviglio che aveva tolto gli ormeggi alle ore 6.40 da Castellammare di Stabia con scalo a Sorrento alle ore 7.15 per poi approdare a Capri, è giunto sulla terra dei Faraglioni dopo le ore 8.15. Un dilatamento notevole dei consueti tempi di percorrenza (un’ora e mezza abbondante ieri) che ha creato l’ovvio disagio alle persone che si trovavano a bordo, oltre trecento che dalla terra stabiese e dalla penisola si imbarcano alle prime luci dell’alba per svolgere una loro normale giornata di lavoro. E si sottolinea il termine “normale” se si pensa a chi con sacrifici notevoli e a fronte di guadagni quotidiani, magari di qualche decina di euro, esce di casa quando ancora “non si è fatto giorno” e poi deve anche essere sottoposto a stress dovuto al ritardo con il quale inizierà la propria giornata, senza averne alcuna colpa. Ad essere penalizzati a catena sono anche i comparti dove i lavoratori che intanto sono ancora in mezzo al mare risultano sguarniti dalla manodopera e dalle professionalità necessarie a svolgere il consueto giorno di attività. E’ il caso, per esempio, del personale scolastico, docenti, collaboratori e amministrativi che giungono in gran numero da Sorrento e Castellammare di Stabia che si vedono costretti ad arrivare a scuola in ritardo non per motivi personali e contemporaneamente l’istituzione scolastica che si trova in difficoltà a garantire i servizi necessari senza poter contare sull’incolpevole personale pendolare. Ma il disagio in giornate come ieri è a trecentosessanta gradi ed investe tutte le categorie, dagli artigiani ai liberi professionisti, agli operai, tutti coinvolti in una situazione che crea notevoli disagi.


















