Fonte: Comunicato Stampa
L’esposizione, curata dall’Arch. Massimo Esposito, presenta i lavori di 15 fotografi isolani (Alessandro Catuogno, Andrea Costa, Carmine Fiore, Costanzo Vuotto, Costantino Esposito, Davide Esposito, Gianni Catuogno, Margherita Ventura, Mario Coppola, Martina Federico, Michele Sorrentino, Stefano Petrucci, Teresa Riccobene, Umberto D’Aniello e Vittorio De Martino), invitati a intraprendere un percorso di ricerca personale, orientato verso una dimensione intima, silenziosa e contemplativa.
Il progetto si nutre della memoria culturale del Grand Tour, evocando una dimensione del viaggio come esperienza interiore. In questa prospettiva, Capri non è solo destinazione, ma paesaggio simbolico: uno spazio in cui la luce trasfigura, la natura emerge e i segni dell’uomo diventano tracce visibili del presente.
Come sottolinea il curatore Massimo Esposito:
“I fotografi qui riuniti condividono un rapporto reale con l’isola: non la osservano da fuori, ma la abitano e la attraversano ogni giorno. Le immagini restituiscono Capri non come icona, ma come esperienza vissuta. Ne emergono dettagli, contraddizioni, armonie, non una mera rappresentazione, ma una relazione tra chi guarda e ciò che viene guardato.”
Promossa dalla Fondazione SMZ, con patrocinio dei due comuni dell’isola, della Regione Campania e della Città Metropolitana di Napoli, la mostra nasce come seconda edizione del laboratorio fotografico annuale SMZ Photo Lab, inaugurata lo scorso anno con “Il borgo marinaro – Uno sguardo interiore”, dedicato a Marina Grande.
Il presidente della Fondazione, l’Avv. Emilio Ruotolo, evidenzia:
“L’idea di un’immagine iconica di Capri affonda le sue radici già nel primo Novecento, quando l’isola era tappa centrale del Grand Tour. Questo progetto si colloca in quella tradizione, ma ne rilegge i codici: non più una visione celebrativa, ma una ricerca consapevole e contemporanea.”
“Capri, Oltre l’Immediato” si configura come un vero e proprio manifesto di resistenza visiva.
In un contesto dominato da immagini rapide e consumabili, la collettiva propone un rallentamento dello sguardo. Le circa 60 foto, in mostra fino al 10 maggio, evitano consapevolmente l’estetica da cartolina, privilegiando invece una riflessione critica sul rapporto tra turismo, paesaggio, identità e trasformazione.
I fotografi hanno lavorato lungo alcune direttrici fondamentali: la ricerca dell’invisibile nel visibile, la valorizzazione del quotidiano come spazio metafisico, l’uso del vuoto come elemento narrativo, lo spostamento dei punti di vista e l’attenzione ai dettagli, intesi come luoghi in cui emerge una dimensione più autentica e meno filtrata dell’isola.
Attraverso workshop e momenti di condivisione, i partecipanti hanno sviluppato un corpus di lavori che trova nella mostra il suo primo esito pubblico. Il progetto si completa con la pubblicazione di un catalogo fotografico ufficiale, che raccoglie le opere e contributi critici.
In un territorio fragile e straordinario come Capri, raccontare per immagini significa anche esercitare una forma di cura. Andare oltre l’immediato diventa così un invito ad attraversare la superficie delle cose per restituirne la profondità, offrendo uno sguardo capace non solo di osservare, ma di comprendere.






















