Fonte: Il Mattino.it
di Anna Maria Boniello
Il mito di Capri non è solo un fatto di paesaggi da cartolina e acque cristalline, ma una rivoluzione dello stile scritta sulla pelle e nei tessuti da chi quell’isola la vive e la plasma da oltre un secolo. Domani, sabato 18 luglio alle 19, il Chiostro Grande della Certosa di San Giacomo si farà teatro di un imperdibile appuntamento letterario e di costume con la presentazione del volume “Capri Couture. La Parisienne. Storia di un atelier, tra moda e arte” (Silvana Editoriale), firmato da Maria Cristina Settanni. L’incontro, moderato dal condirettore nazionale della TGR Rai Antonello Perillo, aprirà le porte a un racconto intimo ed emozionante che ripercorre l’epopea di tre generazioni di donne straordinarie. Dalla pionieristica Donna Mariuccia, che fondò l’atelier La Parisienne nel 1906, all’intuito della figlia Adriana Di Fiore, fino a Francesca e Luciana Settanni, custodi oggi di questo prezioso patrimonio creativo. Al dibattito, introdotto dai saluti del sindaco di Capri, Paolo Falco e del direttore dei Musei e Parchi archeologici, Luca Di Franco, parteciperanno anche la professoressa Ornella Cirillo dell’Università “Vanvitelli” e lo storico Enzo Di Tucci. La presentazione del libro farà da ideale preview alla mostra “MitoModa: 1906 – 2026. Imprenditoria e stile vacanza a Capri”, aperta al pubblico dal 19 luglio al 18 agosto nella Sala del Capitolo e nel Chiostro Piccolo. “MitoModa” nasce, sin dal titolo, come l’ideale e spettacolare completamento di un altro grande evento ospitato nei Musei e Parchi archeologici di Capri fino al 18 ottobre: la mostra “Il mito di Capri. A duecento anni dalla scoperta della Grotta Azzurra (1826-2026)”, curata da Massimo Osanna e Luca Di Franco. Esiste infatti un legame profondo e indissolubile tra l’arte, la natura e il costume dell’isola. Se la riscoperta della Grotta nel 1826 ad opera di August Kopisch avviò il mito romantico e spirituale di Capri, attirando esteti, poeti e intellettuali da ogni angolo del globo, “MitoModa” ne racconta la naturale e straordinaria evoluzione: la nascita di una libertà totale del vestire e del sentire, di cui l’isola azzurra è stata pioniera assoluta nel mondo. Dall’estetica del sublime ottocentesco si passa così alla rivoluzione della stoffa, in un dialogo visivo dove la meraviglia della natura si riflette nell’eleganza dello stile. Curata da Fabiana Giacomotti e promossa da Francesca Settanni, l’esposizione celebra i 120 anni dello storico brand caprese. Tra abiti d’archivio memorabili, come la rarissima gonna del “primo” Emilio Pucci ricavata dai tessuti degli ombrelloni della Canzone del Mare e la tuta da sera-sub di Irene Galitzine, il percorso punta a difendere e rilanciare l’identità autentica dell’artigianato locale contro le derive del turismo mordi e fuggi e dell’overtourism, dimostrando che lo “stile vacanza” è nato da una sapienza sartoriale tutta italiana e fortemente femminile.


















