Fonte: Il Mattino -29 gennaio 2026
di Anna Maria Boniello e Antonino Pane
IL PROGETTO
Il primo passo è fatto ed è un passo decisivo. L’Isola Capri avrà la sua Area Marina Protetta, il cui disegno di legge è stato approvato ieri in prima lettura al Senato. È importante non parlare solo di Capri ma di Isola di Capri: il piano, infatti, include tratti di costa che ricadono, per lo più, nel comune di Anacapri e quindi è doveroso parlare dell’isola nella sua interezza. Il disegno di legge passa ora all’esame della Camera. Non appena arriverà il
secondo ok il provvedimento legislativo passera alla fase attuativa. Che è quella più delicata perché sotto la guida del ministero dell’Ambiente bisognerà perimetrare, entro sei mesi, le aree, quella a tutela integrale come i Faraglioni, tra i quali sono sempre più frequenti le scorribande di diportisti incivili; e quelle più appetibili dai charter che vogliono poter svolgere il loro lavoro senza troppi vincoli. È il caso della Grotta Azzurra, uno dei siti più visitati, che ricade nel comune di Anacapri e alimenta ogni estate importanti giri di affari. Ed è il caso di Marina Piccola, che soprattutto nei fine settimana e nei giorni centrali di agosto è presa d’assalto dai diportisti. La perimetrazione sarà insomma il vero banco di prova della volontà di tutela su cui dovranno confluire i due comuni isolani.
IL TESTO
Il disegno di legge specifica che l’istituzione dell’area marina protetta ha tra gli obiettivi quello di migliorare la gestione dei visitatori giornalieri, preservare l’equilibrio urbano, ambientale ed economico dell’isola e rafforzare la tutela degli ecosistemi marini. Il testo si compone di un unico articolo. Il comma 1 modifica l’elenco delle Aree marine protette (Amp) al fine di istituire l’Isola di Capri come tale. Il comma 2 prevede che il ministero dell’Ambiente provveda, entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, all’istruttoria tecnica necessaria per l’istituzione dell’area. Con i commi 3 e 4 si provvede alla previsione della necessaria copertura finanziaria. Il disegno di legge ha innanzitutto distinto territorialmente l’Area protetta di Punta Campanella da quella di Capri e contiene anche l’autorizzazione per la spesa di 500mila euro per ciascuno degli anni 2025, 2026 e 2027, da iscrivere nello stato di previsione del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica.
LE REAZIONI
La notizia è rimbalzata sull’isola suscitando l’entusiasmo delle due amministrazioni di Capri ed Anacapri, ambientalisti e cittadini, che da tempo stanno portando avanti la battaglia per ottenere l’area marina protetta. «Un ulteriore importante passo in avanti – ha detto il sindaco di Capri, Paolo Falco -. Finalmente è stata riconosciuta la separazione da Punta Campanella con un’autonomia gestionale per il cui risultato abbiamo lavorato fin dall’inizio unitamente alla consigliera delegata Vanessa Ruocco». Grande soddisfazione si respira anche nel comune di Anacapri, dove il sindaco Francesco Cerrotta ha ribadito che «l’approvazione rappresenta una tappa fondamentale di un iter lungo e complesso, costruito attraverso interlocuzioni istituzionali, studi tecnici e momenti di confronto con il territorio, nel quale le amministrazioni dell’isola hanno svolto un ruolo attivo e propositivo, insistendo con continuità sulla necessità di dotare Capri di uno strumento stabile di tutela e valorizzazione del proprio mare». Cerrotta sottolinea il lavoro di Lorenzo Coppola, presidente di Federalberghi Isola di Capri, «per il contributo offerto al confronto e per aver promosso momenti di dialogo tra territorio e istituzioni, tra cui l’incontro pubblico tenutosi presso la Mediateca Cacace di Anacapri», e ringrazia i tecnici del ministero dell’Ambiente, in particolare Ettore De Conciliis, capo della segreteria del Sottosegretario con delega alle Aree Protette, e l’ammiraglio Francesco Tomas, direttore generale del ministero, «per il supporto tecnico e il contributo di competenza forniti nel corso dell’iter».


















