Fonte: Metropolis
di Marco Milano
Una scoperta scientifica straordinaria per Anacapri. Analisi condotte dal CNR IBBR di Perugia, hanno rivelato che il dna della cultivar autoctona “La Dritta”, simbolo dell’olivicoltura di Moscufo in Abruzzo è presente negli olivi secolari di Anacapri. Un legame genetico che si trasformerà in uno storico incontro subito dopo Pasqua che unirà la terra abruzzese all’isola di Capri nel segno della biodiversità olivicola e della tradizione millenaria. Intanto l’isola azzurra riparte con la stagione turistica 2026 e la neonata Destination Managament Organization. “Serve una presa di coscienza di tutto il sistema per garantire una migliore fruibilità del territorio – ha detto il presidente di Federalberghi isola di Capri Lorenzo Coppola che insieme ai comuni di Capri e Anacapri ha dato il via alla Dmo – Vanno profilati i turismi diversi che scelgono l’isola, massimizzando il periodo di attività per migliorare l’esperienza di ogni visitatore. Anche per questo è appena nata la Dmo che deve essere una casa comune, aperta al contributo di ogni forza produttiva e sociale che vive e ama Capri. Questa è un’occasione storica che non possiamo permetterci di sprecare. Dobbiamo far sì che il turismo sia una valorizzazione reale del territorio e una ricchezza preziosa per le generazioni future. Abbiamo il dovere di consegnare a chi verrà dopo di noi un’isola che non sia stata consumata dal suo successo, ma preservata e governata con lungimiranza”. Le previsioni meteo da oggi, comunque, sono decisamente più in linea con il mese di aprile e la stagione primaverile già iniziata da diversi giorni e il numero di sbarchi e di turisti che si vedono approdare in queste ore porta il “contapersone” a far registrare dati che di fatto rappresentano concretamente il primo simbolico via alla stagione 2026.


















