Fonte: Roma
Balneari, c’è preoccupazione: chiesta una normativa nazionale e uguale per tutti
In Campania regole frammentate che rischiano di creare il caos Per il Sib impossibile rispettare la scadenza imposta dai Tar
NAPOLI. L’assemblea straordinaria del Sib (Sindacato Italiano Balneari) ha lanciato un grido d’allarme che risuona con forza lungo tutto il litorale italiano, da quello ligure a quello campano. Oltre 400 imprenditori si sono riuniti per denunciare il “Far West” normativo che sta investendo la gestione delle spiagge, chiedendo al Governo un bandotipo unico nazionale per evitare il caos amministrativo e disparità di trattamento tra territori. Il Presidente Nazionale del Sib, Antonio Capacchione, ha ribadito l’urgenza di una risposta legislativa coordinata. Mentre in Liguria alcuni Comuni hanno già avviato le gare sotto la pressione dei tribunali amministrativi, in Campania la situazione appare più ferma, ma non meno tesa. In provincia di Napoli, realtà come quelle dei Comuni Flegrei e delle isole di Ischia e Capri osservano con apprensione l’evoluzione della norma, temendo che l’assenza di regole uniformi possa spalancare le porte a grandi gruppi speculativi a danno delle storiche imprese familiari del territorio. Enrico Schiappapietra, presidente Sib Savona, ha evidenziato l’impossibilità tecnica per i Comuni di rispettare le scadenze imposte dai Tar (fissate spesso tra maggio e giugno 2026) senza un quadro chiaro. A Napoli, dove il demanio marittimo è frammentato tra piccole concessioni storiche e aree ad alta densità turistica, il rischio è che ogni amministrazione proceda “a macchia di leopardo”, creando un’alterazione della concorrenza che danneggerebbe il modello turistico regionale. Proprio in queste ore, il Governo ha varato una norma (inserita nel decreto Infrastrutture) che prevede l’emanazione di un bando-tipo nazionale entro il 1° ottobre 2026. Per garantire la continuità dei servizi e la sicurezza dei bagnanti durante l’imminente stagione estiva, le concessioni attuali sono state prorogate fino alla fine dell’estate 2026. Questa boccata d’ossigeno è stata accolta con cauto ottimismo dai balneari di Napoli e della Campania, che chiedono però garanzie concrete sugli indennizzi per gli investimenti effettuati e la difesa della professionalità acquisita. Il Sib promette di proseguire la battaglia giudiziaria e sindacale affinché lo Stato non “tradisca” chi ha investito sulle coste campane confidando nella continuità aziendale garantita dalle leggi precedenti


















