Fonte: Il Mattino (ed. Circondario Sud) – 19 novembre 2025
di Anna Maria Boniello
RABBIA TRA I RESIDENTI PER LA CHIUSURA INVERNALE DI TANTE ATTIVITÀ IL COMUNE: UN BAR APERTO A ROTAZIONE
IL FENOMENO
Cala il sipario sulla piazzetta di Capri, al termine di una lunga e travagliata estate che ha visto l’isola azzurra spesso al centro di polemiche dovute all’overtourism che crea in alcuni giorni una vera e propria invasione, tanto che attraversare “il salotto del mondo” e la piccola e fitta rete di stradine intorno diventa, in alcune ore, una vera e propria “mission impossible”.
L’ALTRA FACCIA
Da giorni però la scena è cambiata. Con la chiusura invernale dei grandi alberghi e di quasi la totalità delle strutture ricettive e tutte le boutique griffate di via Camerelle, Capri muta fisionomia ed abitudini e mostra l’altra faccia della sua medaglia: quella di un’isola bellissima, con scorci e panorami mozzafiato che ammaliano i visitatori che arrivano da ogni parte del mondo. La vera Capri, che è quella che gli isolani si portano dentro al di là dei bar eleganti, dell’extralusso e dei locali famosi. Gor’kij a Capri arrivò d’inverno e vi abitò a lungo, così come Neruda, Sartre, Krupp, Malaparte e addirittura Tiberio. che subirono immediatamente il fascino dell’isola e si innamorarono di questo pezzo di scoglio situato proprio al centro del Golfo di Napoli. Da questo mese quindi, ad iniziare dalla piazzetta, Capri ritorna ad essere quella che è, un’isola poggiata sul mare azzurro del golfo con il Vesuvio dirimpettaio. Ovviamente la chiusura invernale di tanti esercizi commerciali provoca malumore tra i residenti che si sentono più isolati che mai, a partire dal vuoto del loro salotto, anche se dei quattro bar della piazzetta dovrà restarne aperto – per accordi presi con il Comune – almeno uno. Già iniziata la turnazione, con l’apertura del Piccolo Bar: tra i bar più antichi del salotto del mondo, frequentato anche da tanti capresi, ha il vantaggio di avere una sala superiore dove poter sostare in caso di cattivo tempo e una terrazza che affaccia sulla piazza che accolse Marinetti, uno dei più famosi artisti del Futurismo.
L’ABBANDONO
La piazza del terzo millennio è ben diversa da quegli anni, però il suo fascino sia d’estate che in inverno è immutabile. Dall’isola, però. in tanti chiedono l’apertura di più attività commerciali d’inverno, anche perché la piazza-salotto è un luogo di aggregazione, d’incontro, di accese discussioni, da quelle sportive a quelle politiche. Un luogo dove darsi appuntamento per restare seduti sotto un tiepido sole magari sulle scale della chiesa: ma il vuoto che si crea intorno, con i bar tutti chiusi, le dona un aspetto triste e d’abbandono. Il vuoto nella piazza sta quasi a simboleggiare il vuoto di un’isola, con i suoi abitanti – specialmente i più giovani – che preferiscono passare i mesi invernali in Paesi esotici, anche se hanno la fortuna di vivere in uno dei posti definiti tra i più belli al mondo. Ecco perché abbassare per sei mesi le saracinesche, spegnere le luci delle boutique griffate e no, chiudere i negozi di uso giornaliero non fa più parte di un sistema legato all’economia ma diventa un vero e proprio affronto e disinteresse verso chi a Capri ci vive davvero.


















