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Napoli, torna l’incubo posti barca. In campo l’Associazione Diportisti, che difende la “piccola nautica”. Piano per super yacht e Coppa America

di Redazione
12 Marzo 2026
in News
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Seggiovia Monte Solaro

Fonte: motori.ilmattino.it

di Sergio Troise

Ci risiamo. Mancano pochi giorni all’arrivo della primavera e puntuale, come ogni anno, riesplode a Napoli il caso della carenza di posti barca. Un problema grave quanto antico, che si trascina da anni, riproponendosi con un rituale sconcertante: da una parte le proteste degli operatori del settore (produttori di barche e titolari delle concessioni), dall’altra l’Autorità Portuale e l’amministrazione comunale. Unico elemento di novità, in questa ennesima tornata di proteste, la voce dei proprietari di barche, grazie alla neonata Associazione Diportisti del Golfo, che dopo aver registrato l’ennesima, rituale ondata di proteste, ha diffuso un comunicato che finalmente dà voce alle principali vittime di questa situazione paradossale, che vede una delle città di mare più belle del mondo priva di un porto turistico e, soprattutto, sottrae a molti diportisti la possibilità di godersi la propria barca, che sia un gommone, un day-cruiser, un gozzo o uno yacht.

“Ci siamo costituiti da poco ma siamo pronti a recuperare il tempo perduto facendo sentire la nostra voce alla città, alla Regione, al Comune, all’autorità portuale”. Con queste parole inizia l’intervento della neonata associazione dei diportisti. “Napoli – prosegue il documento – è una delle capitali naturali della nautica nel Mediterraneo, eppure attraversa una fase di grave difficoltà, dovuta non solo al deficit di posti barca, ma alla mancanza di una strategia chiara sul futuro. Un futuro che non deve guardare solo a risolvere il problema dell’accoglienza di super yacht e mega yacht, ma tenere in considerazione anche i problemi dei proprietari di piccoli natanti, gommoni o barchette, quelle che potremmo definire utilitarie del mare. E’ con questi mezzi che molti vorrebbero godersi il mare della propria città, ma non sono messi in condizione di farlo. Noi faremo di tutto per confrontarci con chi di dovere per risolvere questi problemi, ma intanto – si legge nelle ultime righe del documento – poniano una domanda molto chiara: la città ha un progetto? Esiste una strategia?”

L’Associazione Diportisti del Golfo è stata costituita da un mese e non è ancora molto conosciuta, ma il suo presidente, Dino Monfrecola, fa sapere che sarà presente con un proprio stand al Napoli Boat Show in programma a Marina di Stabia dal 18 al 22 marzo. “In quell’occasione – anticipa – convocheremo una conferenza stampa proprio con l’obiettivo di far conoscere i nostri programmi. Abbiamo già uno statuto e tra gli obiettivi che ci siamo prefissi ci sono attività mirate a stimolare il turismo costiero e la diffusione della cultura del diportismo”.

Sulla questione della portualità continua invece l’incomprensibile silenzio di Confindustria Nautica, che pure ha firmato un accordo strategico con America’s Cup Events (ACE) per supportare l’organizzazione delle regate in programma a Napoli nel 2027. “Un accordo – fu pubblicamente detto all’indomani della firma – che mira a coinvolgere la filiera produttiva italiana, promuovere il territorio e generare un impatto economico stimato in 1,2 miliardi di euro”.

Come si possano raggiungere questi obiettivi in mancanza di portualità turistica, ovvero nell’impossibilità di accogliere in città i diportisti che faranno rotta su Napoli in occasione delle regate di Coppa America, è tutto da dimostrare. Nelle più recenti dichiarazioni rilasciate dal presidente dell’Autorità Portuale, Eliseo Cuccaro, si fa riferimento ai bandi di gara e si parla non di certezze ma della “speranza” che per l’estate 2027 potranno essere assegnate autorizzazioni a nuovi concessionari che avranno vinto le gare.

Intanto, per la primavera-estate 2026, è stata concessa la proroga delle concessioni ai vari gestori di posti barca: un provvedimento che ha richiesto più tempo del previsto in quanto è stato necessario agire in linea con la normativa europea e, soprattutto, concordare il tutto con l’amministrazione comunale, vista la natura turistico-ricreativa del dispositivo.

Il rinnovo delle concessioni provvisorie non consentirà però di dare risposta concreta alla richiesta di nuovi posti barca. Posti destinati addirittura a ridursi, vista la mancata autorizzazione ad allestire un campo boe davanti al lungomare Caracciolo, nei pressi del porto di Mergellina. Secondo calcoli approssimativi la città disporrebbe, attualmente, di non più di 2.500 posti barca, ma è probabile che tra i porticcioli dei circoli privati e ormeggi provvisori si arrivi a 3.000, probabilmente anche qualcosa in più. “Il problema – tuona però Gennaro Amato, presidente dell’Afina, l’Associazione Filiera Italiana della Nautica – è che ne servirebbero il doppio, se non il triplo, per rispondere alla domanda locale e all’accoglienza dei turisti che arrivano in barca e sono costretti ad ancorare in rada”.

Secondo Amato “per la posizione che occupa la città di Napoli, al centro del golfo più bello del mondo, non distante da capitali del turismo quali Sorrento, Capri, la Costiera Amalfitana, Ischia, Procida, dovrebbero esserci tre marina, porti turistici moderni e attrezzati per aprire le porte a un turismo ricco e qualificante per il territorio. E invece nulla si muove. Solo parole, promesse e persino fiumi di danaro che ci scorrono invisibili sotto gli occhi”.

Gli fa eco Massimo Luise, gestore dell’omonimo molo allestito in concessione nel porto di Mergellina, dichiarandosi però “speranzoso che venga attuato al più presto il Pua”, ovvero il piano urbanistico attuativo elaborato dall’amministrazione comunale, grazie al quale si dovrebbero guadagnare possibilità di ormeggio anche nella zona orientale della città, fino a San Giovanni a Teduccio.

Intanto la società che fa capo alla famiglia Luise, nonostante le difficoltà in cui è costretta o operare, ha incassato un’importante commessa: con la controllata di Luise Group BWA Yachting è stata nominata partner ufficiale del Programma Superyacht come “Preferred Yacht Agent per la 38ma America’s Cup Louis Vuitton” del 2027. Ciò vuol dire che l’agenzia napoletana dovrà supervisionare, attraverso il Superyacht Programme, il sistema centralizzato di prenotazione e curare il calendario ufficiale degli eventi sociali dedicati ai proprietari di superyacht e ai loro ospiti, oltre che garantire un’assegnazione impeccabile degli ormeggi e l’accesso a una raffinata serie di eventi di ospitalità e socializzazione pensati per completare lo spettacolo delle regate. Possibile?

Come potranno gli operatori napoletani assicurare accoglienza a yacht, super yacht e mega yacht vista la scarsissima disponibilità di posti barca adeguati? “Come già avvenuto in passato – viene spiegato – si metterà a frutto l’esperienza della struttura e la capacità di gestire gli ormeggi, la logistica e i servizi di assistenza sfruttando tutte le possibilità offerta dal golfo di Napoli, ovvero sfruttando anche il Main Port di Castellammare di Stabia, i porti di Capri, Ischia, Procida, oltre all’alternativa delle soste in rada”.

Francesco Luise, managing partner del Gruppo che porta il suo nome, non è per niente preoccupato. “Siamo profondamente onorati di far parte di questo prestigioso evento internazionale” dice. E aggiunge: “Si tratta di un’occasione eccezionale e sono certo che l’impegno organizzativo e professionale del Gruppo Luise contribuirà al successo di questa manifestazione, per il bene della città di Napoli e del nostro Paese. Come sempre opereremo in collaborazione con la Direzione Marittima Regionale e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, seguendo le linee guida del sindaco Manfredi e dell’amministrazione comunale, per promuovere al meglio Napoli nel mondo”.

Insomma, una ventata d’ottimismo beneaugurante, legata comunque alla lunga esperienza del Gruppo Luise e alla prospettiva di doversi occupare, in occasione della prossima America’s Cup, quasi esclusivamente di imbarcazioni di grandi dimensioni (anche oltre i 100 metri), tradizionalmente non “obbligate” a trovare posto all’interno di un porto. Nel golfo di Napoli ne arrivano sempre molte, anche per l’attività di promozione del turismo nautico che a fronte delle oggettive difficoltà del territorio il Gruppo Luise continua a fare. Tra le tante iniziative, la presenza nei principali boat show internazionali, come quello in programma a Palm Beach, in Florida, tra due settimane, dove l’agenzia napoletana sarà rappresentata da Massimo Luise.

Inutile dire che a fronte di queste eccellenze rimane l’amarezza per il mancato pieno sfruttamento dell’indotto legato al turismo nautico. E, soprattutto, permane l’aggravarsi della crisi registrata dai cantieri nautici produttori di barche e gommoni. Secondo il presidente di Afina, Gennaro Amato, che rappresenta circa 200 aziende locali, “la mancanza di posti barca ha provocato un crollo della produzione del 40%, in alcuni casi addirittura del 60%”.

Nonostante tutto, l’associazione continua a darsi da fare, con l’obiettivo di tenere viva l’attenzione sul comparto, in particolare su quella parte della cantieristica che produce unità fino a 10/12 metri. E infatti, nonostante il flop dell’ultimo Nauticsud, è stata confermata, nel calendario fieristico locale, l’organizzazione dell’edizione autunnale di Navigare, saloncino aperto gratuitamente al pubblico in programma a novembre 2026. “Contiamo di esporre e rendere disponibili per prove in mare almeno 200 tra barche e gommoni” anticipa Amato, aggiungendo però che “se non si sbloccherà la situazione della portualità potremo contare solo sulle visite da fuori provincia. Ormai ogni potenziale cliente napoletano che si avvicina ai nostri prodotti chiede prima il posto barca e poi la barca”.

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