Fonte: Il Mattino
Non solo nel ciclismo ma anche nelle maratone del nuoto esistono le fughe-bidone, quelle che sembrano non avere storia e invece arrivano fino all’ arrivo. È successo con Arianna Bridi alla Capri-Napoli, Trofeo Farmacosmo, che vince alla sua prima apparizione nel mare del Golfo, contro ogni pronostico, battendo non solo la pluricampionessa mondiale, la brasiliana Ana Marcela Cunha, ma anche tutti gli uomini al via. In 55 edizioni non era mai accaduto e l’ azzurra dell’ Esercito ha anche stabilito il record della traversata, 36 km in 6h04’26, miglior tempo assoluto di sempre. Meglio di campioni leggendari come Travaglio, Plit, Asmuth, Rogosic, Stoychev. Un’ impresa incredibile, che fa felice il patron Luciano Cotena, nell’ anno e nell’ edizione più difficile da organizzare dopo la pandemia.
Come è possibile che una ragazza trentina di 24 anni, alla sua prima Capri-Napoli, abbia battuto tutti i campioni in gara?
«Forse i colleghi del maschile mi hanno sottovalutata, forse non credevano che avrei tenuto il ritmo fino all’ arrivo. Io ho pensato solo a nuotare e a non farmi staccare dalla Cunha che era la favorita. Ci sono riuscita e allo sprint l’ ho battuta».
Per gran parte della traversata i migliori nuotatori hanno lasciato Arianna e la Cunha in testa alla gara, convinti di poter recuperare facilmente; ma a un certo punto si è alzato il maestrale del Golfo, più forte del solito, e la rimonta è diventata impossibile: l’ olandese Schuiten, gli azzurri Occhipinti, Furlan, Ghettini, sono arrivati fino a 40 dalle due fuggitive ma hanno perso.
«L’ ho sentito il maestrale ed è stato bellissimo. A un certo punto mi spingeva davvero sulle onde e sembrava di volare; è stata una sensazione fantastica. Ma credo che io e la Cunha abbiamo anche scelto la rotta più giusta, verso Capo Miseno e poi Posillipo, senza però allargarci troppo, mentre gli uomini si allargavano eccome. Così hanno pagato caro l’ errore».
Alla prima Capri-Napoli della carriera, però, non si può essere così esperti di tattiche.
«Sulla barca d’ appoggio il mio allenatore Fabrizio Antonelli è stato fantastico, mi ha guidato alla perfezione, è stato un capolavoro di tattica (con i decisivi consigli del tecnico napoletano Valerio Fusco, in costante contatto telefonico con Antonelli, ndr)».
Però, la forza nelle bracciate per compiere l’ impresa ce l’ ha messa comunque la Bridi: 6h04’26, nessun nuotatore aveva mai solo pensato di avvicinare il muro delle 6 ore di gara.
«Non sono una atleta sconosciuta, sono campionessa europea nella 25 km in acque libere e le lunghe distanze mi piacciono molto. Sto bene, ho trovato la forma in questa estate così anomala. Ho fatto un’ impresa, ma questa gara era già nelle mie corde».
A Trento hanno fatto festa grande: una ragazza di montagna, che vince la Capri-Napoli di nuoto in mare. Difficile anche solo immaginare.
«Quando dico che sono di Trento e faccio fondo tutti aggiungono: fondo con gli sci, brava’. Invece, devo specificare sempre che il mio fondo è il nuoto. Amo il mare e quello di Napoli è davvero incredibile.
Questa vittoria è una delle gioie più grandi della mia vita.
Quando ho visto la città che si avvicinava, bracciata dopo bracciata, mi sono esaltata».
All’ arrivo l’ abbraccio più intenso è stato con Gregorio Paltrinieri, che ha partecipato alla Capri-Napoli, nuotando qualche chilometro, con una staffetta di atleti italiani.
«Mi ha fatto i complimenti, mi ha emozionato; Greg è un fuoriclasse ma anche un caro amico, ci alleniamo insieme. Lo sapeva che non avrei mollato».


















