Fonte: Metropolis
di Marco Milano
“Per la Capri-Napoli ci vogliono due minuti sui cento metri, la riforma bagnini pretende un minuto e quaranta per sorvegliare piscine di piccole dimensioni”. Dalla Federalberghi isola di Capri arriva un deciso no al nuovo decreto ministeriale che regolamenta “le sentinelle” delle piscine. “Standard d’atletica inutili – protesta il presidente degli albergatori dell’isola azzurra Lorenzo Coppola – il nuovo decreto mette a rischio la sicurezza reale degli impianti. Elevare gli standard a livelli agonistici non significa aumentare la sicurezza, ma paradossalmente comprometterla, allontanando le persone dalla formazione salvavita. La tragedia di Capodanno in Svizzera ha confermato che la vera sicurezza dipende dalla preparazione e dalla prontezza di reazione delle persone presenti sul posto”. Il presidente di Federalberghi Isola di Capri ha sottoscritto in una nota ufficiale che l’associazione “che da oltre quindici anni investe nella formazione (Blsd e salvamento acquatico) dei propri collaboratori, denuncia come il nuovo regolamento imponga prove fisiche (venticinque metri di apnea, cento metri di nuoto in un minuto e quaranta secondi) che risultano del tutto slegate dalle reali necessità di soccorso in contesti ricettivi”. Il timore dell’associazione che riunisce gli imprenditori del settore ricettivo di Capri e Anacapri è che, ponendo tali barriere d’ingresso, si riduca il numero di cittadini formati al primo soccorso. “La sicurezza degli impianti è garantita solo quando esiste una platea ampia e diffusa di persone capaci di intervenire – continua il presidente degli albergatori Lorenzo Coppola – trasformare il brevetto in una sfida per atleti professionisti svuota gli impianti di figure fondamentali. Chiediamo una revisione dei criteri del decreto che riporti il baricentro sulla sicurezza pratica che si fa con la formazione capillare, non con i record sportivi”.



















