Fonte: Il Mattino.it
di Massimiliano D’Esposito
Sorrento, noci, piano per il rilancio: raccolte trecento piantine
La varietà coltivata in Costiera era stata abbandonata dai contadini. Piano della Regione per recuperarla
La noce di Sorrento torna a dimorare nei terreni agricoli della Costiera. Si avvia verso la conclusione il progetto che punta al rilancio e valorizzazione di una cultivar che negli ultimi decenni è stata progressivamente sempre più abbandonata dai contadini del comprensorio tra Vico Equense e Massa Lubrense. Ciò perché, a fronte degli alti costi di gestione, la resa non è elevata. Non solo. Sulla scelta pesa in maniera determinante anche la scarsa remunerazione: il prezzo sul mercato è più basso in quanto il calibro è inferiore rispetto agli standard commerciali.
La sinergia
Ma ora la situazione sta cambiando grazie a una iniziativa promossa dalla Regione Campania attraverso la direzione generale per le Politiche agricole, alimentari e forestali, Uos Ambiente e Foreste, in collaborazione con le amministrazioni comunali di Vico Equense e Sant’Agnello e la Condotta Slow Food Costiera Sorrentina e isola di Capri. Un’azione condivisa e strategica che pone al centro la protezione delle specie vegetali a rischio e la difesa di un patrimonio agricolo identitario. Obiettivo primario del progetto è la salvaguardia e la promozione della cultivar «Sorrento» di «Juglans regia», varietà storicamente coltivata in penisola e oggi seriamente minacciata dall’abbandono delle pratiche agricole tradizionali e dagli effetti dei cambiamenti climatici. Avviato nel 2024, il piano ha già prodotto risultati concreti e significativi. Sono state raccolte oltre 300 piantine di noce nate spontaneamente, successivamente trasferite presso il vivaio regionale de Le Tore nella zona collinare di Sorrento, dove vengono curate ed allevate. Le giovani alberature sono destinate all’innesto con marze certificate di «Noce CV Sorrento». Per alcune di esse l’operazione è già stata realizzata con materiale certificato dal Crea-Ofa di Caserta, registrando ottimi risultati in termini di attecchimento. Le piante innestate saranno successivamente trasferite in pieno campo per essere allevate secondo nuovi sesti d’impianto, con l’obiettivo di sperimentare e migliorare le pratiche colturali, dalla difesa fitosanitaria alla raccolta meccanizzata. Un percorso che coniuga formazione, ricerca e territorio, e che rappresenta un investimento concreto sul futuro dell’agricoltura locale, sulla tutela della biodiversità e sulla trasmissione di un sapere contadino che è parte integrante dell’identità della penisola sorrentina. In questa ottica si inserisce il corso «Salvaguardia e valorizzazione della biodiversità delle piante di ecotipi di noce, Juglans regia, cultivar Noce di Sorrento». Ieri pomeriggio, presso l’istituto Santissima Trinità e Paradiso di Vico Equense, la consegna degli attestati ai partecipanti alla prima parte del percorso formativo. Presenti alla cerimonia i rappresentati delle istituzioni, delle associazioni e degli enti coinvolti nelle attività per il rilancio e la salvaguardia della «Noce di Sorrento».

















