Fonte. il Mattino
di Anna Maria Boniello
C’è un filo invisibile, prezioso e antichissimo, che attraversa il Mar Tirreno per risalire lungo le colline d’Abruzzo, legando indissolubilmente le scogliere di Capri ai paesaggi agricoli del pescarese. Non si tratta solo di una suggestione storica, ma di una rivelazione scientifica straordinaria: le analisi del DNA condotte dal CNR-IBBR di Perugia hanno confermato che la celebre cultivar “La Dritta” di Moscufo e la “Minucciola” che punteggia i declivi di Anacapri sono, in realtà, la stessa identica pianta. Questa fratellanza genetica trasforma l’olivicoltura in un ponte d’oro verde, una scoperta che sabato il prossimo diventerà il cuore pulsante di un incontro storico nel borgo di Moscufo. Sotto l’egida del progetto “Un Filo d’Olio”, l’Associazione Culturale La Fonte e la delegazione de L’Oro di Capri daranno vita a una giornata che fonde scienza, gastronomia e visione territoriale. Il dialogo inizierà nell’Auditorium “Frantoio delle Idee”, dove ricercatori e istituzioni si confronteranno su come la tutela degli olivi monumentali non sia solo un dovere ambientale, ma una straordinaria leva di sviluppo economico e turistico. L’obiettivo è chiaro: trasformare il recupero del paesaggio in un modello di turismo esperienziale capace di attirare visitatori da tutto il mondo, desiderosi di scoprire l’anima autentica della terra attraverso il suo prodotto più nobile.
Dalla teoria si passerà poi alla celebrazione dei sensi con uno Show Cooking d’eccezione, un vero duetto culinario tra lo chef del rinomato ristorante “Columbus” di Anacapri e quello de “Il Nuovo Casereccio” di Moscufo. I due maestri della cucina esalteranno le diverse sfumature organolettiche degli oli prodotti dalle due associazioni, offrendo un’esperienza sensoriale di biodiversità.


















