Fonte: Metropolis
di Marco Milano
Il contributo di sbarco a Capri per sostenere la “Dmo” (Destination Management Organization). I due comuni dell’isola azzurra puntano sulle nuove strategie turistiche e lo sviluppo organizzativo del terziario e per farlo sono pronti a supportarlo anche dal punto di vista finanziario. La decisione è contenuta, infatti, all’interno dei dispositivi che regolamentano il contributo di sbarco, l’ex imposta che grava su ogni viaggiatore non residente che mette piede sulla terra cara all’imperatore Tiberio. L’obolo che viene applicato mediante una specifica voce aggiuntiva contenuta nel titolo di viaggio via mare tra Capri e la terraferma, ricordiamo, è pari ad un valore variabile tra due euro e cinquanta nel periodo dal 1° novembre al 31 marzo e di cinque euro nel periodo dal 1° aprile al 31 ottobre. Una parte del cinquanta per cento dell’ammontare del contributo di sbarco, il venti, esattamente, viene accantonati da entrambi i comuni “per finanziare interventi di miglioramento di Marina Grande riferiti all’accoglienza dei turisti, ovvero per coprire gli oneri relativi a operazioni di controllo e accertamento del contributo”. Ora questo gettito straordinario che, secondo quanto approvato, finisce nelle casse di entrambi i comuni isolani, con una percentuale del sessantasei per cento a Capri e del trentaquattro ad Anacapri, ora verrà utilizzato anche “per finanziare tutte le spese inerenti all’istituzione e il funzionamento della DMO” come sottoscritto in un apposito documento approvato dalle giunte comunali. La stessa DMO, tra l’altro, dopo la riunione della Consulta Intercomunale del Turismo e della Mobilità è stato deciso che sarà unica per l’intera isola, per la fruizione di tutto il sistema turistico sul territorio. Le entrate derivanti dall’applicazione del contributo di sbarco, dunque, che da tempo, come si legge negli appositi documenti “è destinato a finanziare interventi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, interventi di recupero e salvaguardia ambientale, nonché interventi ed attività in materia di turismo, cultura, polizia locale e mobilità”, sarà, ora in considerazione delle decisioni delle due amministrazioni comunali di Capri e Anacapri, utilizzato per la “Destination Management Organization”. Un’entità, ricordiamo, chiamata alla gestione, promozione e sviluppo strategico di una destinazione turistica e in questo caso voluta dall’isola azzurra per dotarsi di uno strumento ormai ritenuto indispensabile per le nuove sfide nel comparto del terziario.


















