Fonte: Metropolis
di Marco Milano
CAPRI – A Capri dopo la tempesta di vento, la quiete, ma il maltempo è dietro l’angolo. L’isola azzurra torna in pieno contatto con la terraferma dopo le ore difficili che hanno visto lo “scoglio” quasi completamente isolato per le avverse condizioni meteomarine e la sospensione di gran parte dei collegamenti. Le violente raffiche di vento, tra l’altro, hanno provocato la caduta di rami e alberi, con particolare riferimento alla zona alta, ai piedi del monte Tiberio dove c’è voluto l’intervento di polizia municipale, protezione civile e vigili del fuoco per arbusti crollati, in particolare a via Moneta e a Villa Moneta. E se le mareggiate si sono placate consentendo un ritorno alla normalità, le previsioni per i prossimi giorni non lasciano presagire, nuovamente, nulla di buono. Un inverno decisamente complesso quello che si sta vivendo sulla terra dei Faraglioni, come altrove, che però, in considerazione della sua mancanza di “autonomia” mette ogni volta in ginocchio l’isola azzurra in particolare. Capri, infatti, deve ormai alla manodopera in arrivo da penisola e metropoli la possibilità di svolgere lavori di carpenteria e tecnici, così come sono originari della terraferma un gran numero di medici, di appartenenti al comparto sanitario, di personale in servizio nelle scuole di ogni ordine e grado, di impiegati del servizio pubblico. E in senso inverso sono molti i capresi che svolgono particolari tipologie di attività professionali che si possono espletare esclusivamente in città, così come è Napoli la sede della maggioranza delle visite mediche, specialistiche, luoghi di cura, presso cui sono costretti a recarsi gli abitanti dell’isola più famosa del mondo. Infine, da segnalare che anche l’approvvigionamento di derrate alimentari e dei cosiddetti prodotti della “filiera del fresco” avviene ormai con “importazione” dalla terraferma, non essendo l’isola anche in questo senso località autonoma.


















