Fonte: Metropolis
di Marco Milano
Disagi sulla linea Castellammare-Capri, protestano i pendolari. Un documento sottoscritto dai tanti viaggiatori quotidiani della tratta che collega la terra stabiese con l’isola azzurra è stato inviato alla Gescab, alla Regione Campania (Ufficio Trasporti e Mobilita Direzione Generale per la Mobilità), all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, alla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia e ai Comuni di Capri e di Anacapri. Operai, impiegati, piccoli artigiani, che si recano per lavoro sulla terra dei Faraglioni, infatti, hanno evidenziato i numerosi seri disservizi conseguenti alle intervenute modifiche degli orari che hanno generato ed ovviamente tuttora generano gravi disagi ai lavoratori pendolari. Nel mirino dei passeggeri in particolare l’anticipo della partenza da Castellammare di Stabia per Capri alle ore 6.20 in sostituzione della precedente prevista invece alle ore 6.40. Gran parte dei pendolari provenienti dai paesi limitrofi, non solo da Castellammare, se non automuniti, sono addirittura impediti hanno fatto notare nel documento a raggiungere il porto di Castellammare in orario a causa della ben nota cronica e storica carenza di corse e servizi di trasporto pubblico a mezzo bus, compatibile con tale orario. La corsa diretta del mattino diventa invece mista al rientro a Castellammare con sosta intermedia al porto di Sorrento e anche questo è motivo di disagio per i passeggeri che hanno sottolineato come l’esigenza di fare ritorno in terraferma nella fascia oraria pomeridiana di un mezzo che deve servire due utenze possa divenire causa di sovraffollamento. I pendolari nel documento chiedono il ripristino della corsa alle ore 6.40 da Castellammare di Stabia e che il ritorno sia diretto, senza attraccare a Sorrento, mettendo a disposizione due mezzi con tratte andata/ritorno esclusive. Sulla vicenda da registrare l’interessamento della delegazione isolana dell’Unione Nazionale Consumatori sempre in prima linea sul fronte dei collegamenti marittimi e delle esigenze proprio di pendolari e isolani che per motivi di lavoro e cause primarie devono spostarsi sulle vie del mare.

















