Fonte: Il Mattino – 7 marzo 2026
di Anna Maria Boniello
L’edificio affaccia sulla Piazzetta il Comune notifica l’ordinanza al parroco le pietre potrebbero colpire i passanti
IL CASO
È partita ieri mattina dagli uffici tecnici del comune di Capri un atto di ingiunzione destinato ai proprietari di uno storico e prezioso immobile: la cattedrale di Santo Stefano, che con la sua mole e le sue cupole fa da scenario ad uno dei più celebrati angoli dell’isola azzurra e troneggia in cima alla scalinata che orna il salotto del mondo. Una struttura antica, risalente alla fine del Seicento, che va tutelata così come l’incolumità dei passanti. Nell’atto sono difatti esplicitamente elencate le motivazioni che hanno portato il dirigente del IV settore, Matteo Cacace, a firmare l’ordinanza nei confronti della Curia, proprietaria del fabbricato sito in Piazza Umberto I. L’ordinanza è stata difatti notificata al parroco.
LE MOTIVAZIONI
«L’attuale stato dei luoghi configura un pericolo per la pubblica e privata incolumità, in ragione del possibile distacco e caduta di calcinacci e ulteriori elementi dalle parti esterne del fabbricato (con particolare riferimento al cornicione perimetrale e alle porzioni di facciata comunque prospicienti o interferenti con la pubblica via e le aree di transito), e che occorre pertanto imporre l’adozione immediata delle misure necessarie a eliminare o ridurre la situazione di rischio», si legge nella nota. Nell’atto è ben sottolineato che «si ritiene necessario ordinare alla proprietà di eseguire ad horas i lavori di messa in sicurezza». In caso di mancata ottemperanza, l’Amministrazione potrà adottare gli atti consequenziali, con le modalità previste dalla legge, provvedendo all’esecuzione coattiva degli interventi strettamente indispensabili alla rimozione delle condizioni di pericolo, con addebito ai soggetti obbligati delle spese sostenute e conseguente attivazione delle procedure di recupero secondo legge. Ad entrare nel merito del provvedimento emesso dagli uffici tecnici è intervenuto il sindaco Paolo Falco attraverso una dichiarazione: «È stato necessario chiedere alla Curia Sulla facciata della chiesa attacca il primo cittadino di intervenire per tutelare la pubblica incolumità».
LA STORIA
I lavori di costruzione iniziarono nel febbraio 1688 e terminarono nel 1697 su progetto dell’architetto Francesco Antonio Picchiatti e l’opera fu effettuata dal capomastro Marziale Desiderio, abile e geniale costruttore di volte e cupole prima che fosse invitato a lasciare Amalfi, la sua città natale, per cimentarsi a Capri in quella che doveva essere la sua opera di maggiore impegno. Santo Stefano divenne sede vescovile quando i Vescovi capresi si traferirono dalla chiesa di San Costanzo a Marina Grande nella nuova sede in piazzetta, che rimase sede vescovile fino al 1818. Una cattedrale prestigiosa che vanta addirittura di reperti archeologici provenienti dalle ville tiberiane, infatti, lo testimonia una lapide posta all’ingresso, sul pavimento, una lastra in marmo risalente al primo secolo dopo Cristi, collocata nel 1892 dopo essere stata restaurata. Per tutti questi motivi e per l’unicità della chiesa e per evitare rischi e pericoli ai passanti è stata notificata l’ordinanza comunale.


















