Abbiamo deciso di dare spazio e voce ai giovani, e lo facciamo con la giovane Valentina Veloce
Il direttore Anna Maria Boniello e la redazione di Capri Press
di Valentina Veloce
Tutti amano le favole e tutti amano Capri. Un’ isola dove si nasconde una favola moderna, un luogo fantastico pieno di vita dove tutti vorrebbero vivere, almeno d’estate. Sì, perché forse non tutti sanno che Capri, oltre ad avere i suoi pregi, come tutte le cose, ha anche dei difetti. Non è facile vivere su un’isola dove ci sono molti disagi specialmente legati al territorio. Essendo un’isola estiva, d’inverno cambia completamente il suo aspetto: negozi chiusi, strade deserte, pochi servizi pubblici per muoversi, pochi servizi di assistenza medica, niente eventi per i giovani, nulla da fare, e specialmente nessun luogo dove andare: un cambiamento radicale a differenza della stagione calda. Questa è l’ennesima prova che i social non raccontano sempre tutta la verità. Ci sono molte cose che non ci mostrano, per questo vanno messe in evidenza; per far aprire gli occhi sulla realtà dell’isola, specialmente dal punto di vista dei ragazzi. Perché sono loro quelli che non hanno voce, i dimenticati, proprio come i bambini sperduti. L’adolescenza è un momento delicato, e le condizioni di disagio presenti sull’isola non aiutano. I ragazzi non sanno cosa vogliono, vivono in uno stato di perenne apatia e insicurezza; è come se l’umidità li condizionasse. Sono impregnati di questo freddo che c’è sull’isola durante il periodo invernale. Ciò non è solo un fattore “atmosferico”, proviene da dentro, da una mancanza di stimoli. Se non si hanno stimoli per vivere, non si vive al meglio, e questi mancano certamente ai nostri ragazzi. Non hanno un bar dove riunirsi a socializzare, o un motivo per uscire, quindi preferiscono rintanarsi in casa, piuttosto che andare fuori al freddo. Eppure, i locali pubblici che potrebbero essere utilizzati proprio come aree ricreative ci sono, ma che fine hanno fatto? Tutte in disuso, abbandonate, utilizzate di rado: così tante opportunità, sprecate. È un vero peccato, perché nessuno prende iniziativa per migliorare la vita a sé stesso e gli altri, no, si preferisce andare fuori a cercare divertimento, piuttosto che averlo a portata di mano. Se nessuno si sente obbligato, nessuno agisce, non c’è un senso di responsabilità nei confronti di questi ragazzi. E allo stesso tempo loro sono immaturi, irrispettosi, proprio perché non hanno modelli su cui basarsi. Anche la scuola che dovrebbe essere un luogo di socializzazione, di scoperta e sperimentazione non aiuta questi ragazzi a scoprirsi. Nessuno se li prende in carico. Non li aiutiamo a scoprire il mondo all’esterno della loro piccola bolla, e come la vita in realtà sia un sogno, ma solo se lo si vuole realmente. Allora cerchiamo di far uscire questi ragazzi, in tutti i sensi, di aiutarli a scoprirsi e non rimanere bimbi sperduti per sempre. Forse non tutti lo sanno, ma vi sono due versioni della favola di Peter Pan: una è quella della Disney, l’altra è decisamente più macabra, dove Peter tiene prigionieri i bimbi sperduti non permettendogli di andarsene dall’isola. Allora noi cosa vogliamo per i nostri ragazzi? Quale storia vogliamo raccontargli, e quale fargli vivere? La vita è una storia e sta a noi raccontarla.
Valentina Veloce


















