Fonte: Metropolis
di Marco Milano
La “sciabolata” di gennaio colpisce Capri e la separa dalla terraferma. Ore difficili per la terra dei Faraglioni a rischio isolamento dalle vicine Napoli e Sorrento a causa di un forte moto ondoso che mette in dubbio la navigazione e quindi i collegamenti marittimi. Una situazione che si è iniziata a presentare già nella tarda mattinata di ieri quando le unità veloci dopo le prime corse si sono fermate, poi il peggioramento delle condizioni meteorologiche ha causato una progressiva riduzione delle possibilità di effettuare le tratte via mare tra Capri, la penisola sorrentina e la cittadina partenopea. Una “fotografia” che immortala in questo momento più che mai lo status di isola come località disagiata e non semplicemente come lembo di terra vacanziero tout court. Giornate dove si dovrebbero svolgere regolari servizi, anche fondamentali, vengono messe a dura prova a Capri, come altrove, dal consueto e naturale maltempo dei mesi invernali. Una criticità ulteriore è dettata dal fatto che per una serie di motivi sono molti i comparti che poggiano la loro forza lavoro sul personale pendolare che necessariamente deve imbarcarsi dalla terraferma per poter garantire lo svolgimento della propria attività professionale. E non sono da meno le difficoltà per i capresi che devono raggiungere la città magari per appuntamenti improrogabili e urgenti per salute, lavoro e più in generale per non perdere la coincidenza con altri mezzi di trasporto. Lo statuto speciale per le isole e il riconoscimento come zone disagiate poiché separate dal mare sono le uniche soluzioni possibili per cercare di fronteggiare le naturali e invalicabili conseguenze del maltempo e delle condizioni atmosferiche avverse e quanto sta accadendo in queste ore sull’isola azzurra è l’ovvia conseguenza dell’impossibilità di avere ad oggi normative straordinarie ad hoc.


















