Fonte: Il Mattino.it
di Alessandra Farro
Vince l’opera di Del Toro. Il presidente Vincent Riotta: «Così il cinema è insieme autorale e popolare»
Si è conclusa ieri con le premiazioni la trentesima edizione di «Capri Hollywood»: come film dell’anno è stato scelto «Frankenstein» di Guillermo del Toro con Oscar Isaac e Jacob Elordi per la sua forza visionaria e la capacità di reinventare un grande mito cinematografico. «Frankenstein è un film potente e immaginifico, che dimostra come il cinema possa essere allo stesso tempo popolare e profondamente autoriale», ha dichiarato il presidente della kermesse Vincent Riotta, ricordando come all’opera di Del Toro siano andati anche altri riconoscimenti, dal «Capri Visionary 2025», a quelli per costumi, scenografia e trucco e parrucco. «Questi reparti, composti da professionisti straordinari, hanno contribuito a valorizzare un film speciale, con uno stile visivo potente e originale, capace di esaltare la drammaticità e l’estro della storia», ha sottolineato l’attore anglo-italiano. Regista dell’anno, invece, è Paul Thomas Anderson per «Una battaglia dopo l’altra», grazie a cui Leonardo Di Caprio si è aggiudicato il titolo di miglior attore e Teyana Taylor quello di miglior non protagonista, insieme ad Adam Sandler per «Jay Kelly» di Noah Baumbach. Attrice dell’anno è stata scelta Emma Stone, aliena dalla forma umana in «Bugonia» di Yorgos Lanthimos. Il miglior film internazionale è «Un semplice incidente» del persiano Jafar Panahi, premiato anche per la sua sceneggiatura originale, mentre «Train dreams» si è aggiudicato il premio per la fotografia e per lo script non originale, adattamento cinematografico di Clint Bentley e Greg Kwedar del romanzo omonimo di Denis Johnson. «KPop demon hunters» di Maggie Kang e Chris Appelhans è il film d’animazione dell’anno, oltre ad aver ottenuto pure il riconoscimento come miglior canzone originale («Golden» della band virtuale Huntr/x, creata digitalmente appositamente per il film), mentre «The perfect neighbor» di Geeta Gandbhir è il documentario straniero del 2025. Ad «A house of dynamite», infine, i premi per i migliori montaggio e suono. Sul fronte italiano a trionfare sono «Follemente» di Paolo Genovese con Edoardo Leo e Pilar Fogliati (film dell’anno), «Fuori» di Mario Martone con Valeria Golino, Elodie e Matilda De Angelis (migliore regia) e «Sotto le nuvole» di Gianfranco Rosi (documentario dell’anno). Tra le serie rinoscimento a «Sandokan» con Can Yaman insieme ad Alessandro Preziosi e Alanah Bloor, premiati durante le giornate del festival ideato e fondato da Pascal Vicedomini. Cala così il sipario su quest’edizione n. 30, realizzata con il sostegno del ministero della Cultura e della Regione Campania e la partecipazione di Intesa Sanpaolo e Givova, mentre il patron si prepara al ventunesimo «Los Angeles Italia – Film, fashion and art festival» dall’8 al 14 marzo nello storico TCL Chinese Theatre, sede degli Academy Awards: il festival all’immediata vigilia degli Oscar è promosso, come il suo gemello sull’isola azzurra, dall’Istituto Capri nel Mondo.



















